Dal 5 marzo arriva in tutte le sale italiane “Nessuno si salva da solo”, l’ultimo film di Sergio Castellitto tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini. Protagonisti della pellicola Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca.

Delia (Jasmine Trinca) e Gaetano (Riccardo Scamarcio) sono stati sposati e hanno due figli, Cosmo e Nico.Da poco tempo vivono separati, lei ha tenuto la casa con i bambini, lui vive in un residence. Delia, che in passato ha sofferto di anoressia, è una biologa nutrizionista, Gaetano è uno sceneggiatore di programmi televisivi.

Una sera, i due cenano assieme per discutere, apparentemente, dell’organizzazione delle vacanze dei loro figli.

Molto presto capiremo che l’incontro in realtà serve a entrambi per rivivere, nelle loro menti, i ricordi felici del matrimonio e tentare di comprendere i motivi che li hanno portati alla separazione.
Nonostante un soggetto di base interessante ed in grado di raccogliere tematiche care, potenzialmente, a gran parte del pubblico, dall’anoressia alla difficoltà di garantire a se stessi e ai propri cari un futuro migliore, Castellitto fallisce nell’impresa di sfruttare il materiale a disposizione presentando un film mediocre e privo di qualsivoglia picco emotivo.

Partendo da una regia e da una fotografia banali, in grado entrambe di risollevarsi solo nella presentazione dei paesaggi naturali di Roma, “Nessuno si salva da solo” prova a raccontare la società e la generazione moderna venuti al mondo dopo la caduta del muro di Berlino. Purtroppo scene inutili e scelte sbagliate minano questo intento distruggendo ogni altro elemento positivo.
Escludendo Gaetano e pochi altri, molti dei personaggi del film hanno problemi fin troppo evidenti.
Delia, pur soffrendo di anoressia e bulimia dall’età di 7 anni, si presenta normale sotto quasi ogni punto di vista fisico nel corpo di Jasmine Trinca. Se la pellicola non dicesse in modo esplicito del disturbo della protagonista, probabilmente lo spettatore nemmeno se ne accorgerebbe.

Gran parte degli altri personaggi, invece, soffrono del semplice problema di essere fondamentalmente inutili e di essere posti molte volte in scene che si susseguono prive di qualunque continuità.

Il tema centrale di alcune sequenze cambia infatti così velocemente che vi sembrerà di aver perso qualche fotogramma tra una scena e l’altra. Ma tranquilli, non vi siete né addormentati né avete spento il cervello, è semplicemente il montaggio ad essere pessimo.

Mediocre e banale fino alla fine, recitazione a parte i difetti del film sarebbero ancora molti ma, per rispetto del vostro tempo, basti sapere che “Nessuno si salva da solo” non vale certamente il prezzo del biglietto. Evitatelo.






fonte foto Facebook

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