Il buongiorno si vede dal mattino e questa mattina, 5/12 anno domini 2025, inizia con il titolo del Finacial Times che dice così: “Italian writers decry fascist rehabilitation at top book fair“. Non male, eh?

Un po’ di contesto

Più libri più liberi è la fiera nazionale della piccola e media editoria, che si svolge ogni anno a Roma, nella sede della Nuvola di Fuksas all’Eur. Una fiera molto partecipata e che negli anni ha consolidato intorno a se un pubblico variegato, coinvolgendo famiglie e giovani “svecchiando” molto l’allure del mondo della lettura, offrendo proposte della piccola editoria composta da rarità e lontana dal main stream.

- Advertisement -

Tanti gli stand degli editori, molteplici gli eventi in programma dal 4 all’8 dicembre. Tra i tanti editori indipendenti è presente anche la casa editrice “Passaggio al bosco”. Dichiaratamente sostenitrice delle ideologie Neonaziste, fasciste e totalitarie. È importate precisare che tra i titoli che pubblicano, come biografie di “eccellenti” uomini delle SS, ad esempio, non sembra tanto presente un approccio storico-critico, come si farebbe per un testo, diciamo così, di studio; bensì una vera e propria celebrazione quasi riabilitativa di detti personaggi. Linea editoriale che lascia intravedere dei tratti di indottrinamento.

Anche perchè tra le pregevoli pubblicazioni (sono ironica? sì.) non ci sono solo testi, per così dire “storici”, ma anche la traduzione in italiano dei dialoghi di Martin Steller, l’austriaco che da ben prima di Vannacci, ciarla in Europa di remigration.

Di fronte alla conferma della presenza di Passaggio al Bosco alla fiera, oltre 80 autori, autrici e accademici (fra cui nomi noti) hanno sottoscritto una lettera aperta chiedendo che l’organizzazione (Associazione Italiana Editori – AIE) riconsiderasse l’ammissione dell’editore. Lettera a cui AIE ha detto che bloccare la presenza della casa editrice, a causa della linea editoriale sarebbe stato come venire meno proprio allo spirito della manifestazione ovvero alla garanzia di “pluralismo” delle idee.

…fine del riassunto

Ora guardiamoci negli occhi

Siamo davvero sicuri che tutto ciò che ha spinto e animato le peggio nefandezze del secolo scorso, sia roba che merita di essere una voce “plurale” da garantire e soprattutto da tenere su un piano acritico e quasi glorificato come qualsiasi altra idea?

Quando la domanda è stata rivolta al ministro della Cultura Alessandro Giuli, la risposta è sembrata un sì.

Nel 2018, quando Passaggio al bosco venne fondata, avendo avuto uno stand ad Atreju (la manifestazione di Fratelli d’Italia che si tiene ogni anno) sul loro giornale FdI ha salutato i suoi libri come testimonianza del fatto che “certi valori e certe idee sono ancora vivi e presenti anche in questa era di decadenza culturale e politica”. Presumiamo quindi che anche per loro sia un sì.

Come era immaginabile, molti si sono sfilati da questa equazione; Zerocalcare ieri su ig, per l’ennesima volta, “come nel giorno della marmotta”, ha sottolineato l’ovvio spiegando come per lui “non si condividono gli spazi con i nazisti”, dato che l’ultima volta che sono stati considerati gente con cui si poteva ragionare, non è finita benissimo.

Una manifestazione culturale è un mercato neutrale o un organismo con un’identità etica? È accettabile la risposta di AIE che dice “se fanno domanda nei tempi giusti noi accettiamo le richieste”?

Le scelte di Zerocalare (la diciamo al plurale ricordando le sue posizioni sull’edizione 2023 di Lucca Comics riguardo al patrocinio di Israele alla manifestazione) rappresentano dei precedenti importati visto che sono dei boicottaggi che partono dagli autori e non delle censure da parte degli editori. Precedenti che potrebbero portare nel tempo gli autori a presenziare agli eventi che si dotano di un codice di condotta, sulla base del quale è l’autore che sceglie di condividere o meno un determinato spazio.

Le istituzioni culturali devono proteggere il perimetro democratico, ma la libertà di parola non può essere confusa con l’apologia dei sistemi oppressivi. Non tutto può essere opinabile, ad un certo punto una riga rossa da non superare bisogna tracciarla.

Qui la vicenda non riguarda solo uno stand o un fumettista, tocca i nodi fondamentali di una società democratica. Sorgono spontanee domande sulla libertà culturale, il pluralismo e il confine tra libera espressione e propaganda.

La Storia ci ha mostrato che la presenza di certi estremismi in contesti istituzionali è già una forma di legittimazione sociale e questo fatto non può essere sottovalutato tra coloro che occupano i vertici e le stanze dei bottoni. A meno ché l’intento non sia esattamente questo.

- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.