I Mondiali del 78 e quelli dell 82 sono il pretesto per raccontare i due volti  dell’Argentina: quella soppressa militarmente nella democrazia; e quella dei grandi campioni del calcio come Kempes,  el matador, capaci di restituire al popolo la libertà solo attraverso i sogni, e attraverso gesti come quello di rifiutarsi di stringere la mano, dopo una vittoria, ai Colonnelli rappresentanti le autorità governative del proprio paese.

I Desaparesidos, letteralmente “gli scomparsi”, sono i protagonisti che pur “non vedendosi” fanno sentire la loro presenza grazie alle parole di Antonio Nobili e il canto di Valentina Puccini. Quegli “scomparsi” che per tanto tempo rimasero “invisibili” al resto della popolazione mondiale, infatti, la Giunta Militare fu astutissima a fare in modo che l’attenzione fosse concentrata su “altro”.

Quest’ora e mezzo di spettacolo viaggia attraverso la metafora della maglia della Nazionale Argentina, le bandiere delle squadre “avversarie”, la telecronaca dettagliata dei match, nomi di campioni, stili di gioco e racconti di gioventù del tifoso che tra un sughetto della nonna e un dispetto alla cuginetta, come tutti, si abbandona ai sogni di campione e per quei novanta minuti a tutte le latitudini, si sogna la vittoria.

In questo inseguirsi di parole, il canto disperato delle Madri di Plaza de Mayo riporta tutto il peso della questione, mai del tutto chiarita, dei “Desaparesidos”.

L’apice viene raggiunto quando il canto finale intona il ritornello di Nunca màs, il nome del rapporto attraverso il quale il mondo intero venne a conoscenza degli orrori che si erano consumati per circa dieci anni.

Il testo risulta impegnativo ma i due “padroni di casa” riescono ad arrivare con facilità e calore al pubblico, anche se chi vi scrive ha trovato molto utile una sbirciatina prespettacolo su Wikipedia.

 

El Matatador di Francesco Tosti

con

Antonio Nobili e Valentina Puccini,

In scena presso Teatro Sala Uno, 11 e 12 Gennaio 2013.

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Chi sono
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
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