Pubblicato per la prima volta nel 1954, questo di Ted Shawn è un libro fondamentale per la conoscenza della “modern dance” americana, movimento di cui l’autore è stato uno dei pionieri.

Il corpo e “l’ambiente interiore”

L’aspirazione-chiave di questo fenomeno artistico consiste nel superamento di un corpo “franto”, ovvero nell’intento di ricostruire un corpo che sia davvero un organismo e non un accostamento di segmenti, rispecchiando così l’intenzione di natura esistenziale di conseguire, mediante il linguaggio coreico, un “ambiente interiore” integro, privo di scissioni. Rilevante nel saggio è la testimonianza dell’influenza che gli insegnamenti di François Delsarte, celebre teorico francese vissuto nell’Ottocento, hanno avuto su una parte importantissima della danza del XX secolo.

Il volume nell’edizione italiana (a cura di Elena Randi, pagine 152, Dino Audino editore nella collana “Ricerche”) riporta prove determinanti sulla formazione dell’artista di Ruth Saint Denis e Isadora Duncan, dello stesso Ted Shawn e di vari esponenti dell’avanguardia storica.

“Senza i principi di Delsarte” – sostiene Shawn – “noi pionieri non avremmo potuto fare il nostro lavoro pionieristico, e senza il nostro lavoro pionieristico la “modern dance” americana non esisterebbe”.

Sulle teorie di Delsarte si basa la didattica della Denishawn, la scuola fondata da Ruth Saint Denis e Ted Shawn, presso la quale si formano, fra gli altri, Martha Graham, Doris Humphrey e Charles Weidman.

Ted Shawn, pioniere della modern dance

L’autore, Ted Shawn (1891-1972) è uno dei pionieri della “modern dance”. Coreografo, danzatore e pedagogo, è il fondatore, assieme alla moglie Ruth Saint Denis, della scuola Denishawn.

Nel 1933 crea la compagnia dei Men Dancers, il primo gruppo di danza statunitense interamente maschile, e nel 1941 dà vita al Jacob’s Pillow Festival, divenuto la principale rassegna statunitense di danza dell’epoca. Fra le sue coreografie più note si ricordano “Kinetic Molpai” (1935) e “Nobody Knows the Trouble I’ve Seen” (1938). È autore di volumi quali “Gods Who Dance” (1929) e “Dance We Must” (1950).

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