The hard way to understand each other. Già il titolo di questo spettacolo è emblematico: riconoscibile, vincente eppure al tempo stesso incomprensibile, per una persona che ad esempio non conosce l’inglese. La locandina ci catapulta nel tema pregnante della rappresentazione: possiamo davvero capire, conoscere qualcuno?

In un mondo dove veniamo bombardati da parole superflue, sconce, offensive… quest’ultime non vengono forse svilite? Come si lavora sulla comunicazione? Ci aiutano a capirlo i ragazzi del Teatro Presente che esasperano il dialogo arrivando a silenziare le parole: da loro impariamo che non serve alzare la voce per lasciare un segno

La resa scenica non è un gioco di mimi o una convulsa pantomima. Si lascia spazio alla quotidianità in un quadro raffinato e ben studiato capace di emozionare grazie alle meravigliose interpretazioni dei cinque attori in scena: Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Julio Dante Greco e Adalgisa Vavassori (anche regista).

Inscatolare questo spettacolo in un genere risulta difficile e alquanto limitativo: i ragazzi usano come strumento il loro corpo, parlano ma senza emettere suoni. Le musiche di Gianluca Agostini ci arrivano, in un linguaggio universale. È prosa, forse danza. Senza dubbio è una perla in questa stagione di Altri percorsi del Teatro Rossetti.

Una bomba di intensità che ci fa scoprire il duplice effetto delle parole, prima come coltelli, poi come scudo. La verità è che a volte celano il nostro io più profondo e The hard way to understand each other è proprio un tentativo di manifestare ciò che non si riesce a dire per paura, quieto vivere, imposizioni sociali… Ogni vignetta ci porta alla riscoperta di valori perduti, di come dare sollievo a un’anima in pena (ci insegna anche a come non farlo ed è qui l’ironia che porta leggerezza in un tema che altrimenti risulterebbe complesso se non addirittura noioso).

Da una risata ci troviamo in una giungla e poi ancora sommersi da fogli di un calendario che frenetico non ci lascia vivere. E un’ora del vostro tempo dedicatelo a questo spettacolo che sarà ancora in scena in Sala Bartoli fino al 20 gennaio. Avrete tante risposte e ancor più spunti di riflessione, non perdetelo!

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