Il “diario di bordo” passionale di una delle più significative danzatrici-attrici di fine Novecento, per oltre trent’anni con Pina Bausch nel “Tanztheater Wuppertal” (con un testo di Leonetta Bentivoglio, edito in Italia da Jaca Book nella collana “Letterature e Poesia / Literature – Poetry”, 240 pagine, titolo originale “chez.pina.bausch.de”, traduzione dal francese di Fides Modesto).

Jo Ann Endicott è stata probabilmente la ballerina più vicina a Pina Bausch.

Jo Ann EndicottIl libro traccia con brio e leggerezza i tratti sinceri del suo rapporto con la “Grande dame di Wuppertal” evocando momenti di felicità e di disperazione. Non solo l’autrice del libro è stata interprete e assistente alla regia, ma anche segretaria e archivista dei più dei 7.500 video prodotti durante l’attività della coreografa.

Nel racconto della Endicott, commovente e intenso, rivivono i primi folli anni del Tanztheater Wuppertal, la danza di Pina, il suo modo di lavorare. E dietro l’esperienza fuori del comune di questa danzatrice, si delinea un ritratto esatto e crudo della coreografa, del genio e anche della sofferenza di cui fu portatrice.

Forse nessuna danzatrice, tra quelle che hanno costituito le basi del “Tanztheater Wuppertal”, ha avuto negli spettacoli di Pina il risalto meritato dalla Endicott negli anni Settanta e Ottanta.

Con il suo occhio da santona-iniziata, la coreografa più incisiva e rivoluzionaria della scena europea negli ultimi decenni del secolo scorso rivelò Jo Ann non solo alle platee internazionali ma anche a se stessa, facendone un’intrepida e orgogliosa protagonista del teatrodanza (dallo scritto introduttivo di Leonetta Bentivoglio).

L’autrice

L’autrice Jo Ann Endicott (1950) nata a Sydney, in Australia, è stata la danzatrice più emblematica di Pina Bausch. La incontra nel 1973 e diventa ballerina del “Tanztheater Wuppertal”.

Nel 1976, nella coreografia “Die sieben Todsünden” (I sette peccati capitali), la prima opera che sperimenta la nuova forma del teatrodanza, ricopre il ruolo principale di Anna.

A questo faranno seguito altri ruoli principali come in “Komm tanz mit mir” (1977), “Arien” (1979) e “Two cigarettes in the dark” (1985).

Nel 1987, in seguito ad un esaurimento nervoso, fa ritorno in Australia ma nel 1994 rientra a far parte della compagnia.

Leonetta Bentivoglio laureata in filosofia all’Università degli Studi di Roma, è saggista e giornalista.

Specialista in danza e teatro, è stata consulente di festival e manifestazioni teatrali e musicali in Italia e all’estero. Dal 1992 è inviato speciale del quotidiano “la Repubblica” per cui intervista i massimi protagonisti dell’arte e della cultura e per cui segue le più importanti manifestazioni musicali e teatrali, dalla Scala a Bayreuth, dal Festival di Salisburgo e quello di Avignone.

Tra i suoi libri: “La danza contemporanea” (Longanesi 1985), “Il teatro di Pina Bausch” (Ubulibri 1991), “Una volta sul regista cinematografico Wim Wenders” (Socrates 1993), “Vieni, balla con me” (Barbès 2008), dedicato a Pina Bausch e realizzato insieme alla casa, e “Corpi senza menzogna” (Barbès 2009), sul teatro di Pippo Delbono.

La casa editrice

L’Editoriale Jaca Book, costituita da alcuni universitari milanesi, iniziò la sua attività nel 1966. Fra i suoi fondatori Sante Bagnoli che ancora oggi dirige la casa editrice assieme a Vera Minazzi. Fin dai primi anni si è occupata di scienze umane, di esperienze di cristianesimo vissuto, delle aree più povere del mondo, di macroeconomia e di teologia.

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