Il successo di pordenonelegge 2025 è stato straordinario: cinque giorni di libri e cultura che hanno trasformato la città in una vera e propria “festa comunitaria”. Con 667 autori e 400 eventi, il festival ha attirato un pubblico generoso, confermando il suo ruolo di evento di punta nel panorama culturale italiano.


Un inno alla gioia per un’Europa unita

L’edizione si è chiusa in modo spettacolare con il “Concerto per l’Europa”, sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven. Un evento simbolico che ha visto l’orchestra e il coro della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor esibirsi insieme. Questo concerto non è stato solo il culmine del festival, ma anche un passaggio di testimone tra GO! 2025 Nova Gorica/Gorizia Capitale Europea della Cultura e Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.

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Il presidente Michelangelo Agrusti ha parlato di un festival che “si è rinnovato nel miracolo delle folle che si ritrovano intorno a un libro”. Decine di migliaia di persone, giunte da tutta Italia, hanno riempito le 51 sedi, dimostrando una grande sete di cultura e di incontro.


Un osservatorio sui valori europei

Uno degli aspetti più significativi di questa edizione è stata la capacità del festival di accogliere voci da Paesi in conflitto, come Israele e Palestina, Russia e Ucraina, facendoli dialogare in un unico luogo. Questo ha consolidato il ruolo di pordenonelegge come un vero e proprio “osservatorio sull’Europa e i suoi valori”.

Il direttore artistico Gian Mario Villalta ha sottolineato che il festival non è solo una vetrina, ma il risultato di un impegno costante, che coinvolge persone con idee diverse, accomunate dall’apertura all’ascolto. Questo spirito di dialogo si è esteso anche alle nuove generazioni, con un ricco programma per le scuole e uno spazio dedicato all’Intelligenza Artificiale.


Il futuro del festival

Con l’Arena Europa che si sposterà sulle sponde del fiume Noncello e un gemellaggio culturale con Praga in vista, pordenonelegge continua a guardare al futuro. Il festival, infatti, proseguirà idealmente a ottobre nella capitale ceca, rinnovando la collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’Università di Praga. L’obiettivo è quello di rafforzare il dialogo e la comprensione attraverso la letteratura, un’energia culturale che unisce i popoli e le idee.

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