#Quarantena Vita di Arte, intervista a Marco Corsi

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Nei giorni della Quarantena molti e molte di noi hanno riscoperto tempi e perduto luoghi, o viceversa, affrontando un viaggio personale in relazione alle proprie attività quotidiane interrotte. Molte di esse hanno a che vedere con l’Arte, la Musica, il Teatro, il Cinema e la Cultura nel senso più ampio, da vere e proprie imprese a imprescindibili passioni, da lavori ufficiali ad approfonditi passatempi. Abbiamo scelto di incontrare alcuni e alcune di queste persone per ascoltare dalle loro parole quanto è mutato e come vedono il futuro prossimo. Iniziamo con…

Nome?

Marco

Cognome?

Corsi

Cosa fai nella vita?

Insegnante (precario), architetto (di formazione), guida turistica (per amore).

L’artista da te preferito?

(Fall in love with) Gian Lorenzo Bernini.

Il più trascurato?

In generale, ahimè, tutti i non figurativi moderni.

L’opera d’arte più rappresentativa dell’ingegno umano?

Non un’opera, ma un edificio: la basilica di San Pietro. Millenni di storia e schiere di artisti condensati in un solo luogo!

Palazzo Chigi ad Ariccia è una tua “seconda casa”: ti manca?

Molto, davvero…da quasi 10 anni a questa parte, il Palazzo è entrato a far parte della mia quotidianità.

Dal sito www.palazzochigiariccia.com possiamo effettuare una visita virtuale, sebbene non si viva la stessa emozione di essere fisicamente lì, è pur sempre una esperienza immersiva. Qual è la stanza che ami di più?

Senza dubbio la Sala delle Belle, la raccolta dei ritratti delle più avvenenti dame di Roma vissute negli anni ’70 del Seicento, collezionati dal cardinal Flavio Chigi. Ci racconta di quanto fosse libera e “possibilista” la vita di chi era colto, nobile…e ricco, alla metà del XVII secolo.

Cosa accade nel Palazzo? Quali attività?

Il Palazzo è un raro esempio di residenza barocca perfettamente conservata. Fu acquistato alla fine del 1988 dal Comune di Ariccia direttamente dall’allora principe Agostino V. Da quella data è diventato museo di se stesso: opere, mobili, persino abiti e suppellettili rendono ogni visita un’esperienza totale. Ma è anche un “contenitore” vivissimo di mostre, presentazioni, festival, sfilate, concerti e teatro.

Ci sono degli aneddoti da raccontare?

Ce ne sarebbero a decine! Ma mi voglio soffermare su qualcosa a cui non tutti credono: ogni tanto le porte si aprono e si chiudono da sole, si sente qualche rumore non proprio “terreno”. Ma come meravigliarsene, in una “casa” che ha più di 500 anni?

Palazzo Chigi è stato molto utilizzato come set: quali registi o attori sono passati nei suoi saloni o nei suoi giardini?

Nominare il Palazzo di Ariccia significa soprattutto dire: “Il Gattopardo”. Visconti vi ambientò gran parte degli interni di Donnafugata, non ultima la splendida cena in cui Angelica e Tancredi si conoscono. Ma come non citare Alberto Sordi, che vi vestì i panni di Arpagone ne “L’Avaro”. E poi, per arrivare ai nostri giorni, Matteo Garrone, con le atmosfere da favola de “Il racconto dei racconti”! E ancora tante fiction a produzione Rai e Mediaset, quasi sempre in costume (“Orgoglio”, “I viceré”, “Rossella”, “Elisa di Rivombrosa”…)

Si svolge anche un’intensa attività culturale fra le sue mura: di che si tratta?

Il Palazzo, come detto, è unicum in fatto di conservazione e di quantità di collezioni. Al suo interno, grazie anche alla sola ala rimasta priva del mobilio originale, si allestiscono mostre e spesso si presentano opere inedite, a cura di importanti studiosi. Da qualche anno, inoltre, l’attenzione si è rivolta a un pubblico sempre più vasto, grazie alla possibilità di ospitare concerti (sia nelle sale che all’aperto, curati prevalentemente dall’Accademia degli Sfaccendati), spettacoli teatrali e visite guidate in costume (questi ultimi eventi, grazie alla proficua collaborazione con Arteidea Eventi e Servizi, la cooperativa che gestisce brillantemente il teatro comunale di Ariccia).

Chi si occupa della organizzazione e della manutenzione di questo patrimonio?

La proprietà è comunale. All’interno del Palazzo lavora un abilissimo Conservatore, l’architetto Francesco Petrucci, che coordina l’attività di un sito tanto complesso, insieme a un paio di dipendenti comunali. La gestione dei servizi museali, invece, da ormai più di vent’anni, si avvale di noi: i volontari dell’Associazione “Amici di Palazzo Chigi”. Siamo in gran parte giovani o giovanissimi, guidati dalla Presidente Maria Rosaria Cammarano, e abbiamo preso le redini delle attività di biglietteria, visite guidate e custodia, coadiuvando i soci fondatori. Ormai da parecchio tempo poi, siamo diventati social: gestiamo pagine Facebook, Instagram e Twitter e ci occupiamo della promozione sul web del Museo e delle sue tante attività. Una piccola novità inoltre: recentemente ci siamo “sdoppiati”! Collaboriamo anche con il vicino comune di Genzano di Roma, nella gestione dei servizi di un altro grande bene storico del territorio, il Palazzo Sforza Cesarini e il suo Parco.

Contate di riaprire in qualche modo al pubblico, in un tempo breve?

Lo speriamo con tutto il cuore! Ma aspettiamo ovviamente le direttive del Governo per poterci muovere nella più completa sicurezza, per i visitatori e per noi stessi.

Come ha influito questa Quarantena sulla tua vita? Su quella del Palazzo?

Devo confessarlo: sono ansioso da morire! Quindi l’isolamento forzato non è stato facilissimo da affrontare. Ma ho portato con me la voglia di ricominciare, non appena tutto sarà passato. Con il desiderio di tornare a respirare presto proprio l’aria del Palazzo.

Cosa hai “portato” nel tuo isolamento? Cosa hai lasciato?

Ho portato con me gli affetti…e tanto lavoro da svolgere online! No so ancora dire cos’ho lasciato, è troppo presto per affermarlo con sicurezza. Spero solo di aver seminato qualcosa di buono fra le persone che ho conosciuto prima dell’inizio del lockdown…

Cosa cambierà nel tuo futuro per te e per il Palazzo?

Cambierà forse il modo dimostrare gli affetti. Avrà forse meno slancio, ma dovremo imparare ad adattarci, a comunicare con gli occhi, persino con le rughe, dietro la mascherina. Naturalmente finché non potremo tornare ad essere fisicamente più vicini. Per il Palazzo non so se cambierà davvero qualcosa…in fondo Lui è un gigante che sta lì da cinque secoli!. Saremo noi a dover inventare il modo di poter gironzolare di nuovo sicuri fra le sue tante meraviglie.

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Chi sono
Appassionato di musica e teatro da sempre tanto da laurearsi sia nell’una che nell’altra disciplina, ha però affiancato agli studi musicali e sulla vocalità esperienze di lavoro in diversi ambiti: editoria, scuola, conservazione e catalogazione, management, comunicazione, organizzazione eventi, istituti finanziari, no-profit. Ancora non sa quale sarà il suo futuro, ma ama lo yoga, i viaggi e la buona cucina.
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