Cinquant’anni fa, nel giorno della vigilia di Natale, nasceva Radio Popolare, e mezzo secolo dopo la domanda non è tanto come sia arrivata fin qui, ma perché continui a essere così presente. In un mondo in cui l’informazione corre veloce e spesso superficiale, Radio Popolare resta una voce riconoscibile: curiosa, critica, mai gridata.

Oggi Radio Popolare è molto più di una radio FM. È un progetto culturale che vive tra dirette, podcast, streaming, eventi pubblici e una comunità di ascoltatori che non è semplice pubblico, ma parte attiva del racconto. Informazione quotidiana, attenzione ai diritti, alla politica, al lavoro, all’ambiente e alla cultura convivono con un linguaggio accessibile e una forte identità.

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Il cinquantesimo anniversario è anche l’occasione per guardarsi indietro senza nostalgia. Tra le prime iniziative celebrative c’è la mostra “50 e 50. La mostra. Radio Popolare 1975 – 2025”, che è stata inaugurata presso la Sala Cisterne della Fabbrica del Vapore di Milano. L’esposizione racconta cinquant’anni “di onda” attraverso venti storie fotografiche, realizzate da autori e autrici che in questi decenni sono stati vicini alla radio, documentandone il lavoro, i momenti pubblici e il legame con il territorio.

Accanto alle fotografie, la mostra ospita anche un’interpretazione creativa di Studio Azzurro, che rielabora i video e i materiali d’archivio per ricostruire la storia di Radio Popolare in modo immersivo e visivo. Un dialogo tra memoria e linguaggi contemporanei, in perfetta sintonia con lo spirito della radio.

La mostra resterà aperta fino al 25 gennaio e viene raccontata da Tiziana Ricci insieme a Giovanna Calvenzi, curatrice del progetto. Un’occasione per scoprire — o riscoprire — come Radio Popolare sia riuscita, in cinquant’anni, a restare fedele a se stessa continuando a parlare al presente.

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