« La Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma »

Sono le parole di Winston Churchill quelle che la scrittrice Raffaella Ranise utilizza per aprire il suo romanzo I Romanov – Storia di una dinastia tra luci e ombre, edito da Marsilio Editori.

Il volume, di poco più di centotrenta pagine, si impone il compito di presentare ad un pubblico di inesperti la dinastia russa dei Romanov, casata nobiliare che ebbe un ruolo imponente nella storia della Russia per trecento anni, prima che la famosa rivoluzione di ottobre arrivasse a spazzarne via le radici e, insieme ad esse, anche il futuro. La scrittrice, dunque, non si limita a raccontare solo la sfortunata sorte dello zar Nicola II e della famosa granduchessa Anastasia – su cui sono stati scritti libri e film -; Raffaella Ranise, invece, torna indietro nel tempo, a quella prima Anastasia che si dice fosse l’unica in grado di placare l’ira funesta di quell’Ivan che un errore di traduzione rese Terribile, invece che Minaccioso.

Il lettore, così, viene accompagnato lungo un percorso che lo porta a conoscere alcuni dei sovrani più importanti della storia della Russia, da Pietro il Grande a Caterina I, passando per Elisabetta fino ad Alessandro III, a cui è dedicato uno dei ponti più famosi di Parigi. Si passa da alleanze estere ad avvelenamenti infami, dalla costruzione del meraviglioso Palazzo di Inverno fino alla famosa disfatta di Napoleone, costretto a ritirarsi davanti allo spirito di sacrificio del popolo russo, in grado di dar fuoco alle proprie case e alle proprie città pur di non farle cadere in mani straniere.

Ovviamente quello di Raffaella Ranise è una sorta di compendio, un piccolo manuale di istruzioni per poter riuscire a muoversi all’interno di una dinastia che, proprio come suggerisce il titolo del libro, trabocca luce pur essendo immerso nelle tenebre di una delle corti più misteriose e oscure che la storia abbia mai partorito. La Ranise racconta solo gli eventi principali della dinastia, arricchendoli con qualche aneddoto che rende la lettura ancora più vorace e interessante. Lo stile della scrittrice, infatti, trabocca del fascino che la Ranise stessa deve aver subito dalla famiglia russa, è pulito e preciso.

Raffaella Ranise
Raffaella Ranise

Non si perde mai in chiacchiere e non racconta niente che non sia strettamente necessario. Ci regala centotrenta pagine di informazioni, offerte non con la freddezza del piglio accademico, ma con la voce morbida di chi sta raccontando una storia dell’orrore mentre te ne stai sotto le coperte a guardare la notte che cade sul mondo come un mantello intessuto di male e fascino.

Il risultato è una lettura affascinante, dalla quale è difficile staccare gli occhi o la mente, che parla di palazzi che voleva rubare il prestigio di Roma e di balli nei quali matrimoni, amori e morti venivano discussi neanche fossero stati semplici battute di caccia. Un romanzo sottile nella forma ma non nel contenuto, che riflette e gioca sul fascino che i Romanov hanno sempre esercitato, soprattutto per il finale tragico che li attendeva alla fine della loro cavalcata verso il potere.

Infine il volume si arricchisce anche di un sintetico albero genealogico del potere dei Romanov e di alcune vecchie fotografie che ritraggono l’ultimo zar prima che la storia venisse a bussare alla loro porta, chiedendo il prezzo di una vita che sembrava intramontabile.

I Romanov di Raffaella Ranise - Copertina
I Romanov di Raffaella Ranise – Copertina

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Chi sono
Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Nata a Roma, si innamora perdutamente della capitale che le ha dato origine e finisce col diventare una tifosa appassionata della squadra di calcio della città. Ha cominciato a scrivere quando era molto piccola: dopo aver visto Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ha scritto una storia breve per cambiare il finale triste della pellicola. Da allora non ha mai smesso. Nel tempo libero legge un mucchio di romanzi, organizza viaggi (se sono in Francia tanto meglio) e compra montagne di smalti colorati.
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Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Nata a Roma, si innamora perdutamente della capitale che le ha dato origine e finisce col diventare una tifosa appassionata della squadra di calcio della città. Ha cominciato a scrivere quando era molto piccola: dopo aver visto Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ha scritto una storia breve per cambiare il finale triste della pellicola. Da allora non ha mai smesso. Nel tempo libero legge un mucchio di romanzi, organizza viaggi (se sono in Francia tanto meglio) e compra montagne di smalti colorati.
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