Temperature alle stelle per il concerto di ieri sera al Teatro Miela di Trieste di Ray Gelato & The Giants.

Il Miela ieri sera sembra un locale di Chicago negli anni ’20. Non mancava nulla: curiosi ad osservare, i ballerini al centro della pista, tutti vestiti a tema e sul palco una band capitanata dal maestro indiscusso del New Swing: Ray Gelato.

Il repertorio di Ray Gelato spazia da Nat King Cole a Frank Sinatra, da Cole Porter a Louis Prima, da Sammy Davis Jr. a Louis Jordan, senza dimenticare capisaldi della tradizione italiana, in special modo partenopea. Ma i veri riferimenti iconici, anche nello stile e nell’abbigliamento, sono Fred Buscaglione, Carosone, Rabagliati e Natalino Otto.

In realtà Ray Gelato è inglese ma quasi per sbaglio, nel senso che è figlio di un americano del New Jersey che all’epoca della nascita del figlio lavorava a Londra.

E proprio dai vinili di mamma e papà, Ray Gelato (re)inventa uno stile proprio.

Nei 25 anni di carriera che festeggia proprio con questo tour, si è fatto amare ed apprezzare in tutto il mondo. Leggende narrano che, invitato a corte per un party privato, abbia fatto ballare anche una molto divertita Regina Elisabetta. E Sir Paul McCartney, insomma uno che di musica un po’ ne capisce, l’ha scelto per suonare al suo matrimonio.

Sul palco Ray si diverte come un matto, scherza con i suoi musicisti, salta, ride, chiede al pubblico che canzoni vogliono sentire tutto ciò in platea i ballerini volteggiano.

E così volano un paio d’ore di corroborante energia swing.

Ray Gelato – voce e sax Tenore
Danny Marsden – tromba
Andy Rogers – trombone
Olly Wilby – sax alto e sax tenore
Gunther Kurmayr – pianoforte
Manuel Alvarez – contrabbasso
Marti Elias – batteria

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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