Dal 10 gennaio 2026, la Scuola di Filosofia di Trieste riapre i battenti con un programma coraggioso e necessario: “Il respiro del pensiero”. Un ciclo di incontri che sfida l’urgenza e gli automatismi della società moderna, cercando nuove pratiche per un pensiero libero e relazionale.

Il pensiero contemporaneo appare spesso prigioniero: schiacciato dalla fretta, isolato dall’eccesso di informazioni e bloccato dagli obblighi di produttività. È proprio partendo da questa crisi che la Scuola di Filosofia di Trieste, con la ripartenza fissata per il 10 gennaio 2026, invita a una profonda riflessione.
Il nuovo programma, strutturato in tre Cantieri tematici e tre Laboratori di pratiche filosofiche, si interroga su come possiamo riaprire ciò che ci isola e restituire spazio, aria e autentica relazione al nostro modo di pensare.
I tre cantieri: analisi delle cause della “chiusura”
Il cuore del programma è l’esplorazione delle condizioni che soffocano il pensiero, coordinata da figure chiave della filosofia e della psicoanalisi triestina:
- Pausa e ascolto (Coord. Pier Aldo Rovatti): Sfata il mito dell’improduttività della pausa. La pausa viene qui intesa come una sospensione necessaria, uno spazio per generare ascolto autentico, fondamentale per liberare il pensiero dalla frenesia.
- Saperi che non pensano (Coord. Mario Colucci, Ilaria Papandrea e Francesco Stoppa): Un’analisi critica sui saperi che funzionano solo per orientare il consumo e i bisogni, senza interrogarsi. La filosofia e la psicoanalisi si propongono come i “polmoni” capaci di ossigenare una società congestionata dalla riduzione delle persone a semplici consumatori.
- Saturazione ed effrazione (Coord. Raoul Kirchmayr): Affronta la condizione di eccesso e saturazione di senso. Il tema dell’effrazione viene introdotto come gesto filosofico, l’atto dello “scassinatore” che forza i sistemi chiusi per aprire spazi a possibilità inattese.
I laboratori: pratiche per la riapertura
Oltre alla teoria, la Scuola propone tre laboratori pratici per re-imparare a pensare:
- L’imperfezione come cifra dell’umano (Annalisa Decarli, da remoto): Un antidoto al perfezionismo che ci imprigiona, recuperando il tratto autentico e imperfetto dell’essere umano.
- Pensare insieme (Vincenza Minniti, in presenza e da remoto): Un focus sul pensiero come materia grezza che si plasma nel dialogo e nel suo legame con il respiro e le immagini.
- Le metafore nascoste (Alessandro Di Grazia, in presenza): Un viaggio nel “fiume carsico” che scorre sotto la concettualità, riscoprendo il rovesciamento che la metafora provoca nel logos.
Date e modalità di frequenza
Il percorso si articola in 72 ore divise in 9 weekend (a settimane alterne), con inizio sabato 10 gennaio 2026.
Le lezioni si svolgeranno a Trieste il sabato (ore 15-19) e la domenica (ore 9.30-13.30). Per garantire la massima accessibilità, sarà sempre disponibile il collegamento da remoto per chi non potrà partecipare in presenza.





