Sono bastati pochi quadri per percepire quale sarà l’esito di Romeo & Giulietta – Ama e cambia il mondo. Una presentazione alla stampa con prove aperte in attesa del debutto il 2 ottobre a Verona per poi approdare il 17 ottobre sul palco del Gran Teatro di Roma.

Un’opera musicale, dalla regia di Giuliano Peparini adattata nella versione italiana da Vincenzo Incenzo, rappresentata dai due giovanissimi protagonisti, Davide Merlini e Giulia Luzi.

Uno spettacolo emozionante e di forte impatto costruito attraverso un’imponente scenografia tra giochi di luci, proiezioni e movimenti scenici che ben rappresentano le tormentate caratteristiche di amore e odio, con  45 artisti sul palco e oltre 30 ballerini, sottolineato dalle musiche e libretto di Gérard Presgurvic e dai costumi disegnati da Frédéric Oliver.

Emozionante, come dichiarato nelle interviste, sarà anche per i giovanissimi Romeo e Giulietta che, pur avendo già affrontato il grande pubblico, dovranno affrontare quello dell’Arena.

Appuntamento a Verona il 2 e 3 ottobre.

Il Cast

Davide Merlini – Romeo

Giulia Luzi – Giulietta

Nicolò Noto – Paride

Vittorio Matteucci – Conte Capuleti

Luca Giacomelli Ferrarini – Mercuzio

Riccardo Maccaferri – Benvolio

Gianluca Merolli – Tebaldo

Leonardo Di Minno – Principe

Barbara Cola – Lady Capuleti

Roberta Faccani – Lady Montecchi

Silvia Querci – Nutrice

Giò Tortorelli – Frate Lorenzo

 

Interviste ai protagonisti

 

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

2 Commenti

  1. Da quel poco che ho potuto sentire, continuo a preferire di gran lunga gli interpreti francesi. I re del mondo sembra un coro dei cugini di campagna.

    Se quello che hanno fatto vedere fino ad ora è il meglio, che Dio ci salvi!

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