Non sempre i grandi nomi, o meglio nomi famosi, fanno un grande teatro ma spesso da nomi sconosciuti ai più vengono fuori delle piacevolissime sorprese ed è proprio il caso di Rumors messo in scena al Teatro Hamlet di Roma dai giovani attori della Compagnia VerbaVolant diretti da Susanna Cantelmo. Diciamolo subito senza girarci intorno: dannatamente bravi questi ragazzi!

Scritta e rappresentata a Broadway nel 1988, Rumors mostra il talento anche nel genere farsesco di Neil Simon considerato il più grande commediografo vivente e rappresentato in ogni parte del mondo.

Rumors è una commedia ambientata a New York dove quattro coppie di coniugi (in ordine di apparizione: Cecilia Fioriti e Emanuele Sciortino, Francesca Giombini e Fabrizio Nicoletti, Cinzia Zadro e Pasquale Guerrera, Silvia Cox e Gabriele Scarlata), invitati a festeggiare l’anniversario di matrimonio del vice sindaco della città, si ritrovano a dover affrontare il tentato omicidio del loro illustre concittadino.

I festeggiati sono gli illustri assenti della serata: il padrone di casa ferito, fuori scena e invisibile, sua moglie misteriosamente scomparsa e la servitù assente: quanto basta per gettare nel panico tutti quanti generando una situazione imbarazzante gestita dagli otto invitati in maniera grottesca, dove tensioni e timori contribuiscono ad evidenziare la fragilità e le nevrosi di ciascuno di essi  e le cose si complicano non poco con l’arrivo di una poliziotta (Emanuela Valeri) che sta indagando su altri fatti accaduti nel quartiere.

Questa è la storia, ma torniamo alla “nostra” storia e quindi ai ragazzi di VerbaVolant. Mettere in scena Rumors per dei giovani attori è senza dubbio un rischio perché è una commedia che spesso fa tremare le gambe anche a gente più navigata per quanto è complessa nelle sue dinamiche e nella necessità di un ritmo incalzante dall’inizio alla fine, ed in tutta onestà, senza alcun timore reverenziale, ma con il rispetto dovuto ad un meccanismo perfetto, i nostri ragazzi hanno vinto la loro battaglia.

E’ piaciuto anche che, probabilmente sentendo la tensione e la giusta paura, siano partiti un po’ a rilento ma, man mano che prendevano coraggio, accompagnati dagli applausi sinceri del pubblico, hanno tirato fuori grinta e talento scavando nei propri personaggi cercando, e trovando, i lati più comici.

Alcune scelte registiche di Susanna Cantelmo hanno accresciuto ulteriormente il valore dell’opera e per tutte citerei l’interpretazione corale del monologo finale, espediente che ha reso il tutto più fruibile e divertente.

Grazie per averci regalato un grande spettacolo.

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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