A Sanremo 2026 c’è un concorrente che non gareggia davvero: vola sopra il Festival, sopra la gara, sopra qualsiasi tentativo di giudizio tecnico. Sal Da Vinci è ufficialmente diventato il fenomeno dell’edizione. Un caso di costume, prima ancora che musicale.
Dalla prima serata, quando ha portato sul palco Per sempre sì, è stato chiaro a tutti: non stiamo assistendo solo a un brano, ma a un rituale collettivo, una liturgia pop che il pubblico ripete in coro, con la stessa determinazione con cui lui canta con la mano sul petto. È l’unico artista del Festival che sembra entrare fisicamente dentro la sua stessa canzone trasformandola in un gesto, un simbolo, una promessa matrimoniale universale.
Sui social è esploso un universo di meme, commenti e richieste improbabili. C’è chi scrive di voler risposarsi solo per farlo cantare al matrimonio, come l’attore Luca Ward, e chi scherza dicendo che “Per sempre sì” è ormai una droga: ti entra nel corpo, non puoi farne a meno. Gli effetti collaterali? “Ci pensi domani”, dicono gli utenti.

Anche le testate non si trattengono. Vanity Fair lo definisce “un meme vivente”, una macchina inesauribile di romanticismo pop e autoironia. La Repubblica sottolinea come il suo brano sia già una hit in radio e sui social, raccogliendo ovazioni continue all’Ariston. In un Festival che cambia, tra generi e contaminazioni, Sal Da Vinci è un corpo estraneo eppure perfettamente compatibile: porta un classicismo pop, melodico, immediato, ma lo riveste di una teatralità contagiosa.
“Per sempre sì” è diventato in pochissimo tempo un inno spontaneo, un tormentone emotivo che scavalca ironia e sincerità, rimanendo in equilibrio perfetto tra kitsch e sentimento autentico.
Mini bio: chi è Sal Da Vinci
Sal Da Vinci (pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino) nasce a New York nel 1969 e cresce artisticamente a Napoli, seguendo le orme del padre Mario Da Vinci, storico interprete della tradizione melodica partenopea.
Attore, cantante e volto amatissimo del teatro musicale, si muove da sempre tra canzone, palcoscenico e televisione. Con una carriera che supera i 30 anni, dischi d’oro e tournée sold out, porta a Sanremo un’identità precisa: la teatralità della musica napoletana moderna, resa pop, emotiva e irresistibilmente spettacolare.
Perché Sal Da Vinci è “il fenomeno” di Sanremo 2026
- Perché il suo brano è diventato virale più velocemente dei singoli dei giovanissimi.
- Perché ha trasformato una canzone in un gesto rituale, il “sì” che il pubblico ripete insieme a lui.
- Perché rappresenta una fetta di Italia che non vuole mode, ma emozioni pure.
- Perché unisce ironia, cuore e show, un mix raro e potentissimo.
- Perché ogni volta che sale sul palco, l’Ariston diventa una festa di nozze collettiva.
E forse è proprio questo il suo segreto: ricordarci che, anche in un mondo frenetico, c’è ancora spazio per le canzoni che parlano d’amore senza paura, senza filtri, senza distacco.





