Il sipario cala sulla finale del Festival di Sanremo 2026 e porta con sé una delle vittorie più inattese degli ultimi anni: Sal Da Vinci trionfa con un brano che ha conquistato pubblico e sala stampa, sovvertendo pronostici e scommesse.

Una finale intensa, emotiva, a tratti surreale, attraversata da performance potenti, polemiche striscianti e quel misto di caos e magia che solo il Festival sa produrre.
Una vittoria “di cuore”: Sal Da Vinci convince tutti
Quando viene annunciato il vincitore, l’Ariston esplode in un applauso lunghissimo.
Sal Da Vinci – presenza storica della musica italiana e garanzia di interpretazione – porta sul palco una canzone costruita sulla melodia, sul sentimento e su una vocalità che non teme il confronto con gli anni.
La finale lo vede salire in testa sin dalle prime votazioni, con un boom del televoto che lo spinge irrefrenabile verso il primo posto.
Una vittoria classica, pulita, popolare: di quelle che ricordano che Sanremo, in fondo, resta il Festival del canto prima di tutto.
Il podio di Sanremo 2026
Il vincitore della 76esima edizione del Festival di Sanremo è Sal Da Vinci con il brano “Per sempre sì”. Secondo Sayf, terza Ditonellapiaga. Quarta Arisa, chiudono la top five Fedez e Marco Masini.
La classifica finale integrale di Sanremo 2026
Ecco l’ordine completo dei 30 artisti in gara:
- Sal Da Vinci – Per sempre sì
- Sayf – Tu mi piaci tanto
- Ditonellapiaga – Che fastidio!
- Arisa – Magica favola
- Fedez & Marco Masini – Male necessario
- Nayt – Prima che
- Fulminacci – Stupida sfortuna
- Ermal Meta – Stella stellina
- Serena Brancale – Qui con me
- Tommaso Paradiso – I romantici
- LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
- Luchè – Labirinto
- Bambole di Pezza – Resta con me
- Levante – Sei tu
- J-Ax – Italia starter pack
- Tredici Pietro – Uomo che cade
- Samurai Jay – Ossessione
- Raf – Ora e per sempre
- Malika Ayane – Animali notturni
- Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
- Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
- Michele Bravi – Prima o poi
- Francesco Renga – Il meglio di me
- Patty Pravo – Opera
- Chiello – Ti penso sempre
- Elettra Lamborghini – Voilà
- Dargen D’Amico – Ai Ai
- Leo Gassmann – Naturale
- Mara Sattei – Le cose che non sai di me
- Eddie Brock – Avvoltoi
Il passaggio di testimone a Stefano De Martino
Tra le tante immagini simboliche della finale di Sanremo 2026, una resterà come spartiacque televisivo: il passaggio di testimone a Stefano De Martino, nuovo timoniere del Festival. Un momento sobrio ma densissimo di significato, quasi una dichiarazione d’intenti della Rai, che punta sulla sua presenza scenica, sulla naturalezza e su una conduzione moderna capace di tenere insieme spettacolo e racconto. L’annuncio ufficiale, arrivato tra applausi e qualche inevitabile sussurro di corridoio, sancisce l’inizio di una nuova era: quella di un Festival che dovrà trovare equilibrio tra tradizione e rinnovamento, tra show e consapevolezza, tra leggerezza e complessità. Stefano De Martino eredita un palco pesante e un pubblico esigente, ma porta con sé una capacità rara: far scorrere tutto con una naturalezza che sembra semplice, ma non lo è affatto. E dal prossimo anno, sarà lui a dover domare il caos meraviglioso che chiamiamo Sanremo.
Il contesto: tra musica, tensioni globali e la strana normalità del Festival
Mentre l’Ariston applaude e le luci colorano la notte ligure, fuori dal teatro il mondo corre a un ritmo molto diverso.
Sui social, scorrono in parallelo aggiornamenti sulla situazione in Iran, notizie di guerra, dichiarazioni politiche, angosce di comunità lontane e vicine.
Un flusso continuo, quasi schizofrenico: canzoni e bombe, gag e breaking news, fiori e feriti. È la surrealtà del nostro tempo.





