Il Festival di Sanremo 2026 si conferma anche quest’anno come uno dei più importanti laboratori di sperimentazione tecnologica della televisione italiana. La struttura produttiva messa in campo da Rai trasforma il Teatro Ariston e l’intera città in un sistema scenico integrato, grazie al coinvolgimento di circa 400 professionisti provenienti dai Centri di Produzione di Roma, Napoli e Torino.

Sotto la direzione di Marco Cunsolo, la macchina tecnologica del Festival unisce creatività, regia avanzata, illuminotecnica e sistemi audio di altissimo livello, confermando il ruolo del Festival come evento di punta della produzione televisiva nazionale.

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Una scenografia dinamica e ad alta tecnologia

La scenografia, anche quest’anno ideata da Riccardo Bocchini, presenta un palco di 120 mq caratterizzato da un’impostazione asimmetrica, pareti mobili, scala motorizzata e un imponente sipario LED.
L’intero impianto include:

  • 250 mq di ledwall
  • 2.800 metri di strip luminosi
  • contributi grafici creati dal settore Grafica del CPTV di Roma
  • tre scenografi interni e un team di 15 costruttori e decoratori

Una delle tecnologie chiave è l’utilizzo dell’ecosistema Disguise, che consente di creare un gemello digitale in 3D del palco, offrendo un ambiente di pre-visualizzazione indispensabile per grafici, registi, scenografi e tecnici.


Luci: oltre 900 corpi illuminanti

La progettazione luci, affidata a Mario Catapano, sfrutta oltre 900 corpi illuminanti gestiti tramite quattro console digitali di ultima generazione, completati da sette segui-persona. Le americane motorizzate permettono di creare quadri scenici dinamici e visivamente immersivi, personalizzati per ogni esibizione.


Una regia televisiva di livello internazionale

La regia è firmata da Maurizio Pagnussat, che opera con il supporto del mezzo mobile OB20 e di un’équipe di 14 operatori. Il parco camere comprende:

  • 12 telecamere totali
  • 5 camere su gas pedestal
  • una camera su carrello con binario integrato nel palco
  • steadycam radio
  • fotocamera cinematografica su stabilizzatore Ronin
  • telecamere aeree con movimenti lineari e 3D

Tutte le riprese sono in 4K SDR nativo.
Ogni performance artistica viene “coreografata” grazie al sistema CuePilot, ormai standard nelle grandi produzioni internazionali: una tecnologia che sincronizza grafica, luci, movimenti scenici e movimenti di camera, trasformando il palco in un ambiente narrativo immersivo.


L’impianto audio più complesso della TV italiana

Il sistema audio del Festival è considerato una delle strutture tecniche più avanzate della televisione italiana. Un team di circa 20 professionisti gestisce oltre 250 segnali digitali:

  • microfoni
  • radiomicrofoni
  • sistemi in-ear
  • contributi grafici e video

Otto mixer digitali coordinano audio per:

  • pubblico in sala
  • cantanti e musicisti
  • regia di messa in onda
  • pubblico televisivo
  • area esterna dell’Ariston

Grande novità del 2026 è la codifica Dolby Atmos, disponibile su:

  • Tivùsat
  • digitale terrestre
  • RaiPlay

Un audio immersivo che completa perfettamente l’esperienza visiva in 4K.


Un Festival sempre più immersivo e tecnologico

Il Festival di Sanremo continua a rappresentare un esempio di come l’innovazione tecnologica possa integrarsi con la tradizione televisiva e musicale italiana.
Dalla robotizzazione delle strutture sceniche alla produzione grafica avanzata, passando per sistemi di regia intelligente e audio tridimensionale, l’edizione 2026 dimostra l’eccellenza tecnica della produzione Rai e la costante volontà di rinnovare uno degli eventi più seguiti del Paese.

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