La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si è trasformata in un varietà surreale, divertente e finalmente vivo. Merito? Achille Lauro, che da co-conduttore ha letteralmente rubato la scena a tutti, portandosi a casa la corona di Re della serata — non assegnata ufficialmente, ma dal pubblico.
“È successo, è tutto vero”, ha detto lui commosso. E noi lo capiamo: in una serata dove il rischio di addormentarsi prima di mezzanotte era reale, Lauro è stato l’unico con la sveglia incorporata.
Accanto a lui, un Carlo Conti che ha trovato finalmente un ritmo più sciolto e una Laura Pausini che ha cantato di nuovo — e qui ognuno decida liberamente se considerarlo un premio o una condanna.
Tra performance inattese, scelte televisive discutibili e gag involontarie, Sanremo ha ritrovato per qualche ora quello spirito anarchico che era mancato negli ultimi anni.
Achille Lauro, l’unico che poteva salvare la serata
Diciamolo subito: Carlo Conti ha chiamato Lauro perché sapeva che ci sarebbe venuta voglia di spegnere tutto ben prima di mezzanotte. E aveva ragione.
Lui invece si è presentato più centrato che mai, elegante, coinvolgente, perfettamente a suo agio.
La frase della serata?
“Dopo Incoscienti Giovani è successa una magia… ed eccomi qui. È tutto vero”.
Ed era tutto vero anche il fatto che il pubblico si svegliava di colpo ogni volta che compariva.
Le esibizioni: top, flop e “ma davvero?”
Patty Pravo – voto 7
Regina senza tempo, vestita di velluto rosso, voce eterea, look da altra dimensione. Ogni volta che la inquadravano era un tuffo nell’arte pura (e nell’intervista di Belve, dove ricordiamo che non si è rifatta nulla — queen!).
LDA & Aka 7even – voto 6
Divertenti, orecchiabili, partenopei al punto giusto. L’impronta un po’ troppo simile a Anima e Core fa sorridere, ma almeno hanno portato leggerezza.
Fulminacci e Levante – i top non ufficiali
Elegantissimi, intensi, musicalmente solidi: due artisti che hanno dato spessore alla serata.
Tommaso Paradiso – voto 5
Paradiso che fa Paradiso: un déjà vu lungo tre minuti. Perfetto per una coda in autostrada… alle 3 del mattino.
Elettra Lamborghini – voto 4
Vestito argento, piume, vibe da discoteca anni ’90 di provincia. Tentativo di omaggiare Raffaella Carrà? Missione fallita.
Enrico Nigiotti – voto 6
Meglio della prima serata, più intenso e grintoso. Ma quel pezzo sembra arrivare da un’altra epoca.
Ermal Meta – voto 6
Impegno sociale, sonorità gitane, atmosfera ipnotica. Una proposta che divide, ma non lascia indifferenti.
I momenti più commentati (e più assurdi)
- Laura Pausini canta di nuovo… che fortuna!
- Pilar Fogliati talmente immersa nelle sue personalità che pare scritturata per il remake italiano di Split.
- Le Donatella inquadrate ogni due minuti come fossero le gemelle Olsen.
- Manca il duo Ama & Fiore: il caos, le battute improvvisate, l’energia notturna… e noi li rivogliamo.
Una serata con ritmo (finalmente), tra musica, sport e varietà
Tra gli atleti olimpici, le Nuove Proposte e tre co-conduttori iper-attivi, la serata ha trovato un equilibrio che mancava all’esordio.
Il festival carlo-contiano resta più sobrio del passato, ma ieri un po’ di follia si è vista. E sì, ce la teniamo stretta.





