La serata cover del Festival di Sanremo 2026 sarebbe dovuta essere il momento in cui la kermesse si scrollava di dosso l’etichetta del “Festival più prudente degli ultimi anni”.
E invece, tra coreografie da revival MTV, duetti iconici e regia che preferisce guardare il soffitto nei momenti clou, la notte dei duetti diventa la cartina tornasole di un Sanremo dove le regole sembrano valere per alcuni… e per altri decisamente meno.
Levante e Gaia: “I maschi”, un bacio e un incomprensibile campo largo
Il momento più atteso della serata? Senza dubbio l’incontro magnetico tra Levante e Gaia, unite in una versione intensa e complice di I maschi di Gianna Nannini.
Sul palco si guardano negli occhi, si cercano, si sfidano. E quando arriva il bacio – sì, quello provato anche alle generali – finalmente accade ciò che il pubblico voleva vedere: un gesto artistico, politico, scenico, tutto insieme.
Peccato che proprio in quel momento la regia decida di… allargare il campo.
Risultato: le due artiste diventano puntini, e il bacio – parte integrante della performance – si rimpicciolisce fino quasi a sparire. Coincidenza? Difficile crederlo, soprattutto dopo anni di discussioni in stile Rosa Chemical–Fedez.
In un’edizione così cauta, quel bacio era ossigeno puro. E invece è stato trattato come un dettaglio imbarazzante.
Figli d’arte ovunque: Morandi, Tredici Pietro, LDA, Leo Gassmann
La serata cover è stata anche (molto) la serata dei figli d’arte:
- Gianni Morandi sale sul palco insieme al figlio Tredici Pietro
- In gara ci sono Leo Gassmann e LDA
Il dibattito era già acceso, ma a far esplodere la polemica è stato uno che non riesce mai a stare zitto – per fortuna: Alessandro Gassmann.
L’attacco di Alessandro Gassmann: “Le regole non sono uguali per tutti”
Sui social, l’attore romano non usa giri di parole:
«Quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al Festival. Regola senza senso.»
E ricorda che avrebbe dovuto essere presente anche lui per presentare la serie Guerrieri, tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio, ma gli è stato detto di no perché padre di un concorrente.
«Mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante.
Dico sempre quello che penso: mi rode il c**o.»
Nel frattempo, sul palco ci sono duetti padre–figlio.
E a quel punto la domanda sorge spontanea: perché a qualcuno sì e a qualcun altro no?
E perché la regia può scegliere cosa mostrare e cosa no?
MTV kids, Aserejé e nostalgia canaglia
Sul fronte “intrattenimento puro”, la serata regala un altro fenomeno social: il revival coreografico, trainato anche da Elettra Lamborghini, che scatena i millennial ricordando che Aserejé non si dimentica mai.
Se sai ancora la coreografia? Sei ufficialmente millennial. E sì, il pubblico online l’ha ballata almeno 8 su 10, a giudicare dai sondaggi social.
Pacchetto dati: numeri e tendenze della serata
- Share serata cover: 58,7%
- Momento più commentato sui social: il bacio Levante–Gaia (oltre 310.000 interazioni)
- Hashtag più usato: #Sanremo2026
- Picco ascolti: duetto Morandi–Tredici Pietro (11,2 milioni)
- Tema più discusso: favoritismi e figli d’arte (+420% menzioni rispetto al 2025)
Una serata che poteva osare, e invece…
Sanremo 2026 aveva un’occasione: mostrare coraggio. E invece ha oscillato tra momenti altissimi e decisioni inspiegabili, soprattutto sul fronte della rappresentazione.
Il bacio tagliato, le regole applicate “a sentimento”, le polemiche dei protagonisti… tutto racconta un Festival che ha ancora paura di disturbare. E un pubblico che invece chiede l’esatto contrario.
Perché se a Sanremo il problema diventa un bacio o un padre che presenta una serie, allora sì: qualcosa non torna davvero.



