Nelle sale italiane da giovedì 7 maggio 2015

The Gunman

Grande interpretazione del due volte premio Oscar Sean Penn. Nel cast anche l’italiana Jasmine Trinca

 

115 minuti di azione con The Gunman del regista Pierre Morel tratto da un romanzo del 1981 del francese Jean-Patrick Manchette Posizione di tiro, che grazie all’intensità d’interpretazione del personaggio di Sean Penn non si  assisterà  solo all’ennesimo action movie firmato Hollywood, girato interamente tra l’Africa e l’Europa. Prodotto da TF1 Films e distribuito in Italia da 01 Distribution.

Lo vedremo nelle sale cinematografiche italiane dal 7 maggio 2015. Nel cast oltre a Penn, Idris Elba, Javier Bardem, Ray Winston, Mark Rylance e la capitolina e bella Jasmine Trinca scelta proprio da Penn perché colpito da una sua interpretazione in un film. Quest’ultima sarà nella pellicola oggetto di contese tra il personaggio di Penn e quello di Bardem.

D”impatto gli effetti speciali, che conferiranno un aspetto particolarmente realistico alle scene, insieme alla fotografia, resa molto bella da paesaggi naturalistici come le distese dell’Africa e non solo, poiché buona parte di esso è ambientato anche nelle europee e modernissime Barcellona e Londra.

Jim Terrier (Sean Penn), è un ex contractor delle forze speciali che, una volta scoperto di essere stato tradito dalla sua organizzazione, è costretto a scappare tra l’Africa e l’Europa innescando una sorta di caccia, un brutale gioco al gatto e al topo con risvolti sanguinari e inaspettati. Per Jim non sarà facile avere una nuova vita e farsi una famiglia felice in Congo con Annie (Jasmine Trinca), poiché il suo passato tornerà prepotentemente nel suo presente ritrovandosi ad affrontare un’odissea per scoprire chi lo vuole morto e soprattutto perché.

Dalla voce di Penn:

È un film ibrido, che non salverà il mondo: se si esce incuriositi sullo sfruttamento dell’Africa, cui si accenna, ci si può informare sul web.

Io cerco storie basate sulla vita vera: persino in un musical, voglio che si parli di realtà con cui puoi fare i conti in concreto. E autentici contractor, io, li ho conosciuti. Ci sono risvolti che il mio pubblico può riconoscere e qualcosa di diverso rispetto alla violenza “pop” che vedo al cinema, in cui il cattivo muore e il buono dice una freddura. Molti di coloro che fanno questo genere di film, ignorano di cosa stiano parlando. Il cinema violento genera violenza? Balle. I film hanno una responsabilità, mostrare le conseguenze concrete del male sul mondo. Le serie tv mi fanno dormire: credo al cinema.

 

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