Si chiude oggi la 37ª edizione del Trieste Film Festival, il più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro-orientale, che anche quest’anno ha trasformato Trieste in un crocevia internazionale di autori, opere e visioni contemporanee. Un’ultima giornata densa di eventi, proiezioni, incontri con i registi e la cerimonia di premiazione finale, a conferma del ruolo centrale del festival nel panorama cinematografico europeo.


Incontri con gli autori e Q&A al Caffè San Marco

La giornata conclusiva si apre alle 11:00 all’Antico Caffè San Marco con gli ultimi Q&A – Incontri con gli autori, le autrici e le/gli ospiti del festival. Un momento di dialogo diretto con il pubblico che ha visto protagonisti Gabrielė Urbonaitė (Renovation), Yulia Lokshina (Active Vocabulary), Or Sinai (Mama), Banu Ramazanova (We Live Here), Žiga Virc (Stealing Land) e Stefan Đorđević (Wind, Talk to Me), confermando l’attenzione del festival per il confronto critico e la riflessione sui nuovi linguaggi del cinema contemporaneo.

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Concorso documentari e prime nazionali al Cinema Ambasciatori

Parallelamente, al Cinema Ambasciatori iniziano proiezioni del concorso documentari, con la prima nazionale di Militantropos di Yelizaveta Smith, Alina Gorlova e Simon Mozgovyi (Tabor Collective). Presentato alla Quinzaine di Cannes, il film racconta l’assorbimento totale dell’essere umano nella guerra, tra fuga, resistenza e solidarietà, restituendo un ritratto potente della quotidianità stravolta dal conflitto.

Nel pomeriggio, sempre per il Premio Corso Salani, saranno presentati Nella colonia penale, vincitore del Premio Marco Zucchi a Locarno, e Leila, delicato racconto fiabesco sul lutto e l’immaginazione, entrambi esempi significativi del cinema documentario italiano più recente.

Eventi speciali e nuovi linguaggi cinematografici

Tra gli eventi extra, ci sarà Yugo Yoga, performance partecipativa ospitata al Mercato Coperto e curata da Lara Ritosa-Roberts e Klaudia Wittmann. Il progetto, che unisce arti visive, movimento e memoria della cultura socialista europea, ha segnato il debutto a Trieste del collettivo Performance Klub Fiskulturnik, all’interno del progetto Varcare la Frontiera.

Spazio anche alle forme cinematografiche più sperimentali con la sezione fuori dagli sche(r)mi, che propone l’anteprima italiana di Zemljo Krast / Rubare la terra di Žiga Virc, una dramedy slovena capace di riflettere in modo originale sulle dinamiche dell’infanzia e sulle tensioni del mondo adulto.

Ildikó Enyedi protagonista della giornata finale

Tra i momenti più attesi, la masterclass di Ildikó Enyedi al Politeama Rossetti. La regista ungherese, tra le voci più autorevoli del cinema europeo contemporaneo, incontrerà il pubblico in dialogo con la direttrice artistica Nicoletta Romeo, ripercorrendo una carriera costellata di riconoscimenti internazionali, dall’Orso d’Oro per Corpo e anima al recente Silent Friend.

In serata, dopo la cerimonia di premiazione, il festival si chiuderà con la proiezione speciale di Silent Friend, opera poetica e visionaria ambientata nel giardino botanico di Marburgo, presentata in concorso a Venezia e premiata con il Premio FIPRESCI.

Un festival ponte tra Est e Ovest

Con la sua 37ª edizione, il Trieste Film Festival conferma la propria vocazione di ponte culturale tra Europa orientale e occidentale, valorizzando il cinema d’autore, il documentario e le nuove prospettive narrative. Una chiusura intensa che ribadisce l’importanza del festival come spazio di scoperta, dialogo e riflessione sul presente attraverso le immagini.

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