MADE WITH CHINA DI LUCANGELO BRACCI TESTASECCA.

SIMBOLO E NATURA ATTRAVERSO IL DISEGNO. INTERVISTA ALL’AUTORE

Uno psicologo street artist abbandona la bomboletta spray per iniziare a disegnare con la china.

LUCANGELO BRACCI TESTASECCALucangelo Bracci Testasecca nel suo libro illustrato MADE WITH CHINA (EPSYLON EDITRICE) crea delle tavole eteree e sognanti in cui gli animali, soggetti immaginati attraverso la penna, sembrano voler trasmettere altro rispetto alla loro fisicità, come a raccontare un mondo ideale, parte della natura e dell’interiore dell’uomo.

Nell’introduzione del tuo libro spieghi che sei partito con puntini e righe senza sapere dove saresti arrivato. Secondo te che processo inconscio ti ha condotto verso le rappresentazioni degli animali che hai ritratto?

Non saprei dirlo con esattezza. C’era sicuramente la voglia di sperimentarmi in qualcosa di nuovo, di spingermi oltre a ciò che avevo fatto in passato, e gli animali mi si sono offerti come soggetti.

Quando ho fatto questa serie ero ancora iscritto all’Albo Nazionale degli Psicologi e avevo gran parte della settimana occupata dal lavoro, i disegni uscivano fuori nei momenti ritagliati tra un incontro e l’altro, accompagnati da una certa sofferenza nel non poterli fare quando volevo.

Credo fosse una parte di me che scalpitava per poter vivere e non essere più messa da parte.

In ogni caso, il processo ha riguardato non tanto la rappresentazione degli animali, che in fin dei conti ne rappresenta il primo risultato, quanto l’ammissione a me stesso di voler disegnare.

Dalla bomboletta spray alla china. Com’è stato il passaggio?

Sono entrambi frutto di scoperte, solamente che lo spray l’ho incontrato quando avevo 14 anni, per la china c’è voluto parecchio più tempo.

Non è stato un passaggio radicale, lavoro ancora a spray su grandi dimensioni, ma la scoperta della china mi ha sicuramente aperto all’esplorazione di un nuovo mondo.

Spray e china toccano i due estremi delle dimensioni raggiungibili da un’idea, nel senso che lo stesso disegno può essere fatto gigante su una parete di un palazzo o in miniatura su un pezzo di carta, e spray e china sono – almeno per me – i mezzi con cui raggiungere tali estremi.

La grande differenza è che dipingere a spray significa, parlando sempre a livello soggettivo, aria aperta e “buttare fuori”, mentre la china ti porta a chiuderti per infinite ore sullo stesso foglio di carta.

C’è un forte contrasto tra il poter fare un murale anche molto grande in, tutto sommato, breve tempo e il passare 40 o 50 ore su un foglio di carta per avere, alla fine, un disegno di poche decine di centimetri.

Gli animali rappresentati nel tuoi disegni attraversano tutti i continenti. E’ un viaggio simbolico attraverso il mondo?

Quello che posso dire è: perché no? Come ho già detto, nulla era pensato mentre facevo i disegni, quindi non c’è un vero e proprio filo che li collega. Col senno di poi credo di vederci più un mio legame con il mondo animale.

Che poi l’effetto sia quello di un viaggio simbolico attraverso il mondo, tanto meglio.

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Chi sono
Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel) e le plaquette Elogio del ruttino (Babbomorto) e Le lacrime di Ra (Aulino)
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Milanese trapiantata a Fidenza, si è diplomata alla Scuola di Cinema di Milano. Ha lavorato in teatro in qualità di regista e assistente alla regia e per tre anni ha tenuto corsi di teatro ai detenuti all’interno del carcere di Como. Ha pubblicato diversi racconti in antologie con ARPANet Edizioni e ha collaborato con alcune testate giornalistiche. Si occupa dell’ ufficio stampa del festival cinematografico Parma International Music Film Festival di Parma. Ha pubblicato tre libri: Piccole storie dei sette giorni, Fornelli metafisici e Ricettario Patafisico (Graphofeel) e le plaquette Elogio del ruttino (Babbomorto) e Le lacrime di Ra (Aulino)
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