È stato probabilmente uno degli eventi più attesi di GO! 2025, quello di venerdì 29 novembre 2025 all’EPIC di Nova Gorica, lo spazio culturale ricavato nell’ex magazzino delle Ferrovie slovene, oggi trasformato in uno degli epicentri del programma culturale transfrontaliero. In questi giorni la sede ospita la mostra Città di confine, cornice ideale per un incontro dedicato a pensiero critico, identità e complessità contemporanee.
L’ingresso all’evento di venerdì era gratuito, ma su prenotazione. Nel giro di poche ore i posti disponibili sono andati esauriti, costringendo gli organizzatori ad aprire ulteriori spazi per la visione in diretta e a predisporre una streaming room per accogliere il pubblico rimasto fuori. Del resto Slavoj Žižek, uno dei filosofi contemporanei più influenti e discussi al mondo, era una garanzia di successo.

Una sala gremita e un’ora e mezza senza pause
La sala conferenze dell’EPIC si è riempita fino all’ultimo posto. Žižek — che in Italia è conosciuto soprattutto per i suoi saggi sul cinema e sull’ideologia, oltre che per la sua presenza mediatica eccentrica e brillante — ha parlato per un’ora e mezza senza interruzioni, mantenendo viva l’attenzione di un pubblico vasto e transfrontaliero.
L’occasione era la presentazione in anteprima mondiale del suo nuovo libro Kvantna zgodovina – Quantum History, un saggio che, come suggerisce il titolo, intreccia riflessioni filosofiche, storia, scienza e critica sociale.
I temi affrontati da Žižek a Nova Gorica

Durante l’incontro, Žižek ha toccato molti dei nuclei teorici che caratterizzano il suo pensiero. Tra i principali:
1. Storia come “campo quantistico”
Il filosofo ha proposto una lettura della storia non lineare ma probabilistica, fatta di potenzialità, biforcazioni e “universi alternativi mancati”. Un’interpretazione che mette in discussione il determinismo storico e apre a una visione più complessa del presente.
2. La crisi contemporanea dell’ideologia
Žižek ha parlato dell’odierna “post-ideologia” come illusione collettiva: crediamo di vivere in un mondo pragmatico e disincantato, mentre — sostiene — siamo più immersi che mai in dispositivi ideologici invisibili, dal capitalismo digitale al discorso identitario.
3. IA, capitalismo e nuove forme di alienazione
Un passaggio significativo è stato dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sulla produzione culturale e sulla soggettività. Žižek ha messo in guardia contro l’“automatizzazione del desiderio”, processo attraverso cui le piattaforme prevedono, orientano e modellano ciò che vogliamo.
4. Lo spazio di confine come metafora politica
Richiamando il contesto simbolico di Nova Gorica e Gorizia, ha usato il tema del confine come metafora potente per discutere di Europa, nazionalismi, migrazioni e identità fluide.
Secondo Žižek, i confini non sono solo barriere geografiche, ma fratture psicologiche e politiche che attraversano la società globale.
Slavoj Žižek: perché è famoso in Italia
In Italia Slavoj Žižek è particolarmente noto per i suoi saggi sul cinema e sull’uso della cultura pop come strumento di analisi filosofica e le sue interpretazioni di Lacan applicate alla politica e ai media. Particolarmente apprezzata è la sua capacità di spiegare concetti complessi attraverso film, aneddoti e provocazioni.
Il pubblico italiano ne apprezza soprattutto l’ironia tagliente, l’approccio non accademico e la capacità di raccontare il mondo contemporaneo con uno sguardo fuori dal coro.
Le opere più note di Slavoj Žižek
Tra i libri più influenti della sua produzione:
- Il sublime oggetto dell’ideologia (1989)
- Benvenuti nel deserto del reale (2002)
- La visione di paralisi (2006)
- Vivere alla fine dei tempi (2010)
- L’evento (2014)
- Violenza (2008)
- Il coraggio della disperazione (2017)
Le sue opere che spaziano tra filosofia, psicoanalisi lacaniana, politica, cinema e critica della cultura.
Žižek e il cinema: le sue apparizioni più famose
Il filosofo è apparso in diversi film-saggio e documentari che hanno contribuito alla sua popolarità internazionale:
- The Pervert’s Guide to Cinema (2006) – regia di Sophie Fiennes
- The Pervert’s Guide to Ideology (2012) – ancora con Fiennes
- Žižek! (2005) – documentario di Astra Taylor
- The Examined Life (2008) – dove appare come uno degli intellettuali intervistati
In queste opere, Žižek usa il cinema come laboratorio concettuale, mostrando come i film contengano schemi di desiderio, paure, fantasie e strutture ideologiche.
La presentazione di Quantum History: un evento che ha lasciato il segno
La conferenza di Nova Gorica si è chiusa tra applausi lunghissimi. L’anteprima mondiale di Quantum History ha confermato l’importanza di GO! 2025 come spazio culturale capace di ospitare figure di spicco del pensiero contemporaneo.
E Žižek, ancora una volta, ha dimostrato di essere non solo un filosofo, ma un performer intellettuale: capace di trasformare concetti complessi in un’esperienza viva, provocatoria, memorabile.
Ecco qui l’evento integrale:





