Dal 24 novembre al cinema il thriller biografico Snowden diretto da Oliver Stone.

Stone porta in scena la vera storia di Edward Snowden accusato di spionaggio, che rifugiato in Russia, rischia la pena di morte se estradato negli Stati Uniti

Una battaglia solitaria quella di Edward Snowden contro colossi in grado di schiacciare anche il più possente degli uomini. Una sorta di Davide contro Golia.

Snowden
Snowden

Lui, fragile ragazzo epilettico dall’intelligenza acuta e giovanissimo genio informatico, lavorerà per la CIA e per la National Security Agency (NSA) statunitense creando per loro programmi il cui uso improprio, illegale nonché immorale. Ciò gli risveglierà un’anima patriottica che non sapeva di avere. Edward è un eroe del nostro tempo, che fa una cosa straordinaria non nascondendosi dietro la scusante di obbedire agli ordini in nome di un bene più grande.

Il film che nasce da tutto ciò vede la regia di Oliver Stone e un cast formato da: Joseph Gordon-Levitt, Nicolas Cage, Shailene Woodley, Scott Eastwood, Timothy Olyphant, Zachary Quinto, Joely Richardson, Tom Wilkinson, Melissa Leo, Rhys Ifans, Ben Schnetzer, Jaymes Butler.

Stone porta in scena un connubio efficace tra fiction e cronaca che partendo dal 2004 ripercorre i nove anni di carriera di Snowden nei servizi segreti Usa. I giorni dell’incontro con i giornalisti a Hong Kong nel 2013 costituiscono la struttura portante della narrazione.

Un’urgenza particolare sia cronologica che divulgativa, soprattutto perché parla in modo chiaro di temi molto complessi ed in grado di spiegare in poche battute cosa sia il tribunale Fisa che segretamente approvava la sorveglianza della Nsa riuscendo a raccontare cosa c’entri la lotta al terrorismo e perché questa sia una giustificazione per nulla convincente per gli abusi di spionaggio ai danni della privacy di tutti.

Uccidiamo secondo i metadati

Spiega senza giri di parole la dottrina “Uccidiamo secondo i metadati” con cui sono programmati gli attacchi drone, prendendosi il merito di portare tutto questo, a un pubblico che probabilmente prima non era stato raggiunto in modo altrettanto efficace.

Il regista, conquistato dalla reale storia del giovane Snowden, ce lo rappresenta, ripercorrendola per tappe, dal suo congedo per motivi di salute dai Corpi Speciali dei Marines fino alla stanza d’albergo di Hong Kong in cui tutto è cominciato e registrato in un documentario (premio Oscar) di Citizenfour.

C’era bisogno di raccontare un’altra volta la storia del più famoso whistleblower (informatore di attività illecite) di tutti i tempi, che ha rivelato al mondo, con relativi dati, che siamo tutti sotto sorveglianza 24 h su 24.

C’è tanto su cui riflettere e da sapere. Il vero obiettivo del controllo globale è la supremazia mondiale. E la storia di Snowden, è così incredibile che sembrerebbe inventata.

Ma è reale, ed è una storia che ha cambiato la storia, portando alla luce il più grande sistema di sorveglianza di massa.

 

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