Ieri 3 novembre, al Politeama Rossetti, il nutrito pubblico del Trieste Science+Fiction ha riempito la sala in attesa di scoprire i vincitori dei Meliès d’or e per l’attesissimo Stefano Bollani.

Stefano Bollani al Trieste Science+Fiction Film Festival 2017 © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2017Il Meliès d’or è il premio organizzato insieme alla European Fantastic Film Federation. Il premio viene conferito per il cortometraggio e  per il lungometraggio di fantascienza di produzione europea, scelti tra coloro che hanno vinto il Meliès d’argento.

I premiati sono stati Thelma di Joachim Trier e Expire di Magali Magistry, per la sezione short.

Sul palco alcuni dei membri della giuria competente son saliti Beatrice Fiorentino, giornalista e critica cinematografica e Fabrizio Liberti giornalista, scrittore e autore Rai.

Dopo le premiazioni è il momento della grande musica con Stefano Bollani che, in anteprima a Trieste, esegue un’inedita performance: musicare i classici del cinema delle origini.

Ecco che Bollani ci offre un viaggio nel tempo tra le versioni restaurate di veri e propri esperimenti cinematografici.

Un’atmosfera che sa di poesia tra Musica e Cinema

Stefano Bollani al Trieste Science+Fiction Film Festival 2017 © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2017Stefano Bollani ha in più occasioni confessato il suo amore per la fantascienza. Il tema degli alieni  ricorre spesso nei suoi lavori: Arrivano gli alieni è il titolo di un suo album e Dialogo tra alieni è il titolo di uno dei suoi libri.

Alla domanda “Che rapporto c’è tra la fantascienza e il jazz?“, la risposta di Stefano Bollani non lascia dubbi

Il rapporto è immediato. Nei film di fantascienza, quando si cerca di comunicare con una specie aliena, il passaggio obbligato è quella della musica. Spielberg ci ha deliziato con cinque note di Incontri del terzo tipo, ma anche Mars Attacks! e in un certo senso in Arrival il linguaggio verbale non è la possibilità migliore per comunicare con l’alieno. Dobbiamo rifarci alla musica, a linguaggi universali “cosmici”

Dopo averci portato a spasso nel tempo, Bollani si concede in maniera generosa al pubblico che lo acclama, chiedendo al pubblico che pezzi vorrebbero sentire.

Uno spettacolo che diverte sia chi sta in sala che lo stesso Bollani che lo esegue.

La gente esce dal teatro con il sorriso stampato in faccia e quasi senza parole, tanto da riuscire ad articolare solo un

Ehy, ma lui è proprio bravo

Questo slideshow richiede JavaScript.

  • Articoli
Chi sono
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
×
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
Latest Posts
  • Sala Party

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.