Potente e necessario. Ecco le due parole che potrebbero riassumere l’incontro di venerdì 16 Settembre a Pordenonelegge tra Djarah Khan e Esperance Hakuzwimana. In dialogo con le autrici, presso lo spazio Gabelli di Pordenone e in collaborazione con la Caritas diocesana, Giuseppe Ragogna.

Punto di partenza dello scambio, molto partecipato dal pubblico presente, le due opere recentemente usciti delle due autrici: “Ladri di denti” della Khan e “Tutta intera” della Hakuzwimana.

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La letteratura insegna proprio a trasportare la tua vita personale, camuffarla e raccontare delle storie altre. L’unico modo quindi per capire le cose e cambiarle è stare dentro la scomodità. 

Siete i nuovi cittadini.

Perchè nuovi? Siamo i prossimi!

Tutta intera

Temi simili, sistemi narrativi diversi

Djarah Khan, classe 1993, italo ghanese nata e cresciuta a Castel Volturno (Caserta), trasferita nella Capitale da un anno. Esperance Hakuzwimana, nata in Ruanda nel 1991, ma arrivata più tardi in Italia, sopravvissuta al genocidio è stata adottata da una famiglia italiana e vive a Torino.

Storie, quelle dei due volumi, che si intrecciano tra di loro affrontando più o meno gli stessi temi ma attraverso sistemi narrativi diversi, sia nella forma che nel linguaggio.

Da un lato saggi e racconti brevi anche molto crudi che scaturiscono dalla vita di un adolescente prima e donna dopo nella sua città soprattutto in seguito agli eventi del 2008.

Un luogo costruito per attirare i turisti e per essere luogo di divertimento e di vacanze, progetto che naufraga quando iniziano ad arrivare gli immigrati.

Ecco il contesto in cui si inserisce la “pulizia”, la Strage di San Gennaro e il momento dal quale si delineano i cosiddetti ladri di denti.

Da quel momento la sua città diviene ‘cool’ per vedere i luoghi in cui gli immigrati venivano uccisi dalla Camorra.

Pensare i denti è complesso perchè i denti, e con i denti, si fanno tante cose. Ecco perchè la metafora poteva ben rappresentare l’impossibilità e l’incapacità di formulare sè stessi.

Dall’altro il percorso legato alla difficile narrazione delle adozioni interrazziali ma soprattutto della ricerca della propria appartenenza e identità e del vivere con orgoglio le proprie diverse ‘parti’.

Mancanze

L’incontro ha ben evidenziato un’altra parola chiave: mancanze. Nella politica e in un’Italia che deve ancora lavorare sulla sua questione personale razziale, nella narrazione della realtà, mancanze che si trova a vivere una donna nera italiana. Mancanze.

Emblematica della difficoltà di essere afrodiscendenti in Italia, anche ora nel 2022, è la frase che la Vicepreside della scuola dove Sara Righetti la protagonista di Tutta intera, – giovane insegnante afrodiscendente, come le persone a cui insegna-, conduce un corso pomeridiano di potenziamento a studenti e studentesse nati e nate al di là del Sele, della città insomma.

Non farti fregare […] però anche se sei come loro, loro non sono come te

Tutta intera

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