Composizione strampalata per un’antologia dell’umorismo allegro – molto allegro – vivace con brio – allegrissimo.

 

L’italiano… questo sconosciuto!

Finalmente un teatro che ama le parole.

Questa la sintesi più calzante da dedicare allo spettacolo “Suite per un teatro corto”.

Suite perché, come un insieme di brani per uno strumento solista ( nel nostro caso le interpretazioni dei simpaticissimi Valentina Bruno, Claudio Capecelatro, Annarita Colucci, Giorgio Di Donato, Alessandro Gruttadauria, Antonello Pascale, Sara Poledrelli ) correlati e studiati per essere suonati in sequenza, tutte le battute e gli atti corti tratti dalla letteratura italiana del primo novecento messi in scena, sono un omaggio alla Parola, al suo scorrere fluido e  assolutamente musicale quando ben strutturata.

 Trasportato indietro nel tempo, in un immaginario “ bagno” del primo ‘900, lo spettatore è accolto da un’ atmosfera vacanziera e leggera.

L’avventura letteraria che ci viene proposta è decisamente degna di nota, elegante quanto ironica, raffinata e al tempo stesso surreale.

Tutti gli attori hanno dato prova di grande versatilità e l’intera messa in opera è una coraggiosa e innovativa scommessa sulla riscoperta della bellezza della lingua italiana.

C’è eleganza nelle battute, quel sottile fascino della ricercatezza alla portata di tutti.

Riabituare l’orecchio alle sonorità di un vocabolario ricco, è come ascoltare senza fretta o sovrastrutture sociali un’ opera musicale, magari nota, ma mai assaporata realmente.

Superato il primo smarrimento, come di occhi che devono abituarsi alla penombra per poi essere in grado di vedere ancor meglio di prima, lo spettatore ascolta rapito il susseguirsi di battute e rappresentazioni sempre garbate e divertenti.

Si ride, si ascolta, si riflette.

Al termine della suite, viene voglia di imparare a riutilizzare la nostra amata lingua!

 Complimenti dunque a tutta la Compagnia degli Intonsi e al regista Claudio Capecelatro, che fra “i debiti da saldare, le chiacchiere di Decio e Lucio, le irreverenti domande da porci o pòrci, la naturalità dell’acqua minerale, le storie d’amore fra starnuti che non si dimenticano facilmente e soprattutto la bontà di pere e formaggio ( uno degli atti corti presentato fra i più divertenti! ), ci accompagna al tema immancabile dell’amore, che ci veste, ci spoglia, ci sorprende invecchiati, ma di certo sempre pronti a nuove scommesse.

 Non sarebbe gentile svelarvi quali e quanti sono gli atti corti e le battute che vi offre questo particolare stabilimento balneare in scena fino al 28 Ottobre presso il Teatro Casa delle Culture nel cuore di Roma. Ma ricordatevi di portare con voi dieci lire…potrebbero tornarvi utili!

Giudizio sintetico finale: imperdibile spettacolo per ridere con intelligenza.

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

1 commento

  1. Grazie!…molto giusta, centrata, chirurgica, nonché intelligente la sua recensione (con ciò, tuttavia, non vorrei apparirle presuntuoso o snob, o comunque “di parte”!) …gli obiettivi che m’ero prefissato son tutti lì, nel suo bell’articolo! …e contento d’averla fatta anche divertire, ancora un grazie gentile Raffaella Ceres. claudio capecelatro

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