Il nuovo documentario Netflix dedicato ai Take That è finalmente disponibile sulla piattaforma dal 27 gennaio 2026, offrendo agli spettatori un ritratto intimo e approfondito della leggendaria boy-band britannica. La serie, divisa in tre episodi, ripercorre oltre 35 anni di storia, dagli esordi a Manchester fino alla scalata al successo mondiale, alle tensioni interne, alla separazione e alla successiva reunion.
Take That su Netflix: trama e struttura
La docuserie Take That si distingue per un uso massiccio di materiale d’archivio inedito, filmati personali e interviste esclusive con i membri della band: Gary Barlow, Howard Donald, Mark Owen, Jason Orange e Robbie Williams. La narrazione segue un percorso cronologico e umano, con al centro non solo i trionfi in classifica, ma anche le dinamiche personali e i conflitti interni che hanno segnato la carriera del gruppo.
Dalla formazione iniziale come giovane quintetto alla fama internazionale negli anni ’90, la serie esplora la loro resilienza nel superare momenti difficili — tra cui la partenza di Robbie Williams, le tensioni creative e le pause forzate — fino alla successiva rinascita come gruppo e al ritorno sulle scene musicali.
Ricostruzione della nascita della band: verità o narrazione confezionata?
Uno degli aspetti più interessanti (e criticabili) della docuserie riguarda la ricostruzione della nascita dei Take That, che sembra, in alcuni punti, una versione ufficiale molto “lucidata” della realtà. Un tema ricorrente nei documentari di grandi artisti: la difficoltà di bilanciare il racconto autentico con l’immagine desiderata dalla band o dalla produzione.
In questo caso la narrazione tende a enfatizzare il ruolo di figure chiave (come Gary Barlow) per creare un filo conduttore chiaro e coinvolgente, a volte a scapito di dettagli più complessi o controversi.
Alcuni momenti sembrano costruiti per rafforzare un messaggio di “redenzione” o di eroe popolare, anziché offrire una visione completamente critica degli eventi.
In questo senso, Take That solleva una domanda importante: quanto possiamo fidarci delle ricostruzioni nella narrazione documentaristica quando si tratta di miti della musica pop?
Un esempio parallelo: Raw Spice e le Spice Girls
Un caso simile è quello di Raw Spice: The Unofficial Story of the Making of the Spice Girls, un documentario del 2001 che racconta gli inizi delle Spice Girls, uno dei gruppi femminili pop più iconici degli anni ’90. A differenza di produzioni ufficiali, Raw Spice si basa su materiale d’epoca non filtrato e offre uno sguardo crudo su come il gruppo sia stato formato e su come abbia affrontato i primi ostacoli prima di raggiungere la fama globale.
Robbie Williams: il peso dell’outsider che ha cambiato la storia dei Take That
Un elemento centrale del documentario è senza dubbio Robbie Williams, figura magnetica e controversa che ha contribuito a definire — e destabilizzare — l’identità dei Take That. La serie mostra come Robbie, sin dai primi anni, incarnasse un’energia diversa da quella più disciplinata del resto del gruppo: più ribelle, più spontaneo, più incline agli eccessi. Il documentario sottolinea sia il suo senso di esclusione all’interno di una struttura molto rigida, sia la sua crescente necessità di trovare una propria voce artistica, spesso in conflitto con la direzione voluta dalla band e dal management.
Il racconto della sua uscita nel 1995 è uno dei momenti emotivamente più forti della docuserie: non solo segna la fine della formazione originale, ma rappresenta il punto di rottura che porterà il gruppo a sciogliersi poco dopo. Allo stesso tempo, il documentario mostra come la sua carriera solista sia diventata parte integrante della leggenda collettiva, creando una tensione narrativa unica: Robbie è al tempo stesso l’eroe e l’antieroe, la scintilla creativa e la mina vagante.
La sua successiva reunion con la band viene raccontata come un percorso di maturità, perdono e riconciliazione, rivelando forse la parte più sincera e umana dell’intera storia dei Take That.
Perché guardare Take That su Netflix
Nonostante le critiche possibili, il documentario resta un affresco emozionante e coinvolgente di una delle band più influenti della musica pop britannica. Offre momenti di introspezione, interviste sincere e un enorme valore nostalgico per i fan di vecchia e nuova generazione.
Per gli appassionati di musica, di cultura pop e di storie di successo e caduta, Take That su Netflix è una testimonianza significativa dell’evoluzione artistica e umana di un fenomeno musicale unico nei suoi oltre tre decenni di carriera.





