Serate coinvolgenti fatte di musica, parole e canzoni. Questo denota la capacità di combinare le diverse arti in un unico emisfero: il teatro. Un dialogo, più che un esperimento, il quale, se sfruttato bene, può certamente divenire il linguaggio del futuro

 

Come non rimanere incantati da una voce calda e suadente? Al Teatro Nino Manfredi di Ostia, Gianluca Guidi omaggia Frank Sinatra in occasione del centenario della sua nascita (1915). Si inaugura così la stagione 2016/2017. Dall’11 al 16 ottobre That’s live – Sinatra Tribute sarà veramente un esempio di vera arte musicale all’interno di uno spazio teatrale.

Dentro atmosfere swing e jazz l’artista interpreta a suo modo un repertorio musicale d’eccezione. Tra canzoni e cabaret Guidi intrattiene il pubblico, il quale viene deliziato da qualità, eleganza e professionalità indistinguibili.

La voce calda dell’interprete, sebbene non acuta, si avvicina molto a quella di Sinatra, ed è capace di raccontarci anche aneddoti della sua vita personale, ma soprattutto dell’atmosfera artistica degli anni Cinquanta e Sessanta (non solo in Italia); di come le canzoni venivano prese dal repertorio teatrale dell’epoca e quindi traslate: l’Opera da Tre Soldi (di Brecht) ne è un esempio, infatti è tratta dall’Opera inglese dei Mendicanti, dalla quale il cantante ci dona Mack the knife; e, come esempio, le canzoni straniere nel nostro Paese venivano tradotte in italiano.

Il momento di Solo più che mai si palesa delicatamente. Traduzione di Strangers in the night, era cantata dal padre di Gianluca Guidi, Jonny Dorelli nel 1967.

Ma non solo, anche le canzoni che distinguono le colonne sonore dei film vengono riprese dai grandi interpreti, e Moon River, con l’assolo al pianoforte del maestro Michele Di Martino, infonde romanticismo e emoziona appieno.

Un tripudio di ritmo e di sonorità ci rapisce e ci riporta indietro nel tempo facendoci dimenticare per un po’ ciò che la realtà è: The Lady is a Tramp, I’ve got you under my skin, When somebody love you, My funny Valentine, Let me play among the stars, Night and Day – in cui gli assoli del contrabbasso (Tommaso Scannapieco) e batteria (Amedeo Ariano ) divorano i nostri animi – That’s Life, infine My way – il brano con cui Sinatra si è sempre distinto – e New york, New York come bis, questi i brani in scaletta e eseguiti con maestria.

Nonostante una piccola nota negativa, che ha compromesso un po’ lo spettacolo, in quanto Guidi si è dilungato troppo nell’esporci un episodio che appartiene al suo passato (quel tempo poteva di certo essere ottimizzato in musica), l’esibizione risulta gradevole e assolutamente da vedere.

La musica, si sa, riequilibra l’anima. Usciamo, così, dal teatro più vigorosi dentro di noi, perché con That’s live – Sinatra Tribute abbiamo modo di ritrovare il nostro posto nel mondo grazie alle alte frequenze vissute.

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