The BodyGuard il Musical : una guardia del corpo per due star

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Ha debuttato da pochi giorni al Teatro Nazionale di Milano la nuova produzione di Wizard Production, The BodyGuard il Musical, per la regia di Federico Bellone, libretto di Alexander Dinelaris, liberamente ispirato alla sceneggiatura firmata per l’omonimo film del 1992 da Lawrence Kasdan.

Nella conferenza stampa tenutasi qualche giorno prima delle preview (o visioni in anteprima, o serie di prove generali prima del debutto ufficiale), Federico Bellone ha dichiarato di essere rimasto piacevolmente sorpreso dallo show londinese, sorpresa che lo ha spinto e motivato a realizzarne la versione italiana.

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Per coprire il ruolo dei due protagonisti ossia Frank Farmer (la guardi del corpo interpretata nel film da Kevin Kostner) e la super star Rachel Marron (impersonata da Whitney Houston), sono stati scelti rispettivamente Ettore Bassi, volto noto in tv per diversi sceneggiati, e Karima cantante passata da Amici, da Sanremo e ultimamente dal programma TV “Tale e Quale”.

Ma c’è una seconda Rachel Marron, la napoletana di origine eritrea Helen Tesfazghi che si alterna a Karima, presentata ufficialmente in conferenza stampa, ma non nella comunicazione visiva, pubblicità, manifesti etc etc.

Avendo conosciuto (e anche lavorato) con Helen in altre occasioni, l’intuito ci ha suggerito di assistere allo spettacolo sia con Karima (alla prima ufficiale), che con Helen (che sale sul palco quattro volte a settimana).

E qui abbiamo avuto la conferma che avremmo assistito a due spettacoli diversi.

Premettendo che, in generale le versioni di teatro musicale di film non nati come musical (come Ghost o Footloose o Fame) sono spesso deludenti perché non ricreano, pur sforzandosi, l’atmosfera del film, e quindi anche Bodyguard soffre di un libretto (non italiano) che spesso appare anche confuso, incompleto anche nella storia, Guardia del Corpo in versione Karima e in versione Helen da noi visti sono molto diversi.

Le due Rachel

Karima non ha alcuna padronanza scenica e recitativa. La Rachel che conosciamo nella pellicola è prima presuntuosa, quasi antipatica e piena di sé, per poi essere innamorata, respinta, spaventata e accondiscendente nei vari momenti del racconto.

Karima non riesce a dare con la recitazione, con l’atteggiamento, con gli sguardi, con le lunghissime e inutili pause che dovrebbero creare pathos ma generano solo noia e lunghezza dell’azione, le giuste sfumature richieste dal copione.

In poche parole la sua recitazione risulta piatta, amatoriale. E, almeno per quanto abbiamo visto nella replica con Karima, Ettore Bassi non riesce a tirarla dentro, anzi, pare che si adatti a lei.

In questo modo gli altri interpreti, tutti performer già rodati in altri show come Loredana Fadda (la sorella Nicky), Piero di Blasio (il pr Sy Spector qui reso gay istericamente simpatico,,, ma nel film non lo era, interpretato da Gary Kemp, fratello del più famoso Martin Kemp degli Spandau Ballet), Russel Russel nel ruolo del manager Bill Devaney, Fabrizio Corucci nel ruolo del bodyguard distratto Tony Scibelli e anche Daniele Balconi, solitamente un bravissimo stuntman nell’inquietante ruolo dello stalker, risultano molto più credibili dei due protagonisti.

Loredana Fadda, dalla voce potentissima pur essendo lei uno scricciolo, ha preso alla prima molti più applausi di Karima (effettivamente il confronto era imbarazzante), tanto che gli spettatori dietro di noi si chiedevano come mai non fosse lei la protagonista).

Oltre alla scarsa recitazione, Karima risulta goffa e impacciata nei movimenti e determinati costumi di scena (come i leggings) non l’aiutano certo (e anche qui i giudizi della fila dietro di me sono ancora più impietosi)

Ma a soli due giorni dal debutto torniamo a vederlo sapendo che sarebbe stata in scena Helen Tesfazghi (a cui le auguriamo di emergere come protagonista, visto che non è nuova al coveraggio avendo fatto lo stesso per l’ultima versione di Sister Act).

E appena entra cantando “Queen of the night” capiamo che avremmo assistito ad uno spettacolo diverso.

Helen è Rachel Maroon, non c’è niente da fare.

E questa sua sicurezza, questo interpretare bene il ruolo in tutte le sue sfumature, ma anche il fisico più statuario e più simile a quello di Whitney), il portamento, fa si che tutto il resto giri meglio.

Lo stesso Ettore Bassi pare più coinvolto, più a suo agio.

Ciò rende molto più armonico l’intero lavoro che risulta molto più gradevole. Anche i duetti con Loredana Fadda sono armonici, sono sulla stessa lunghezza d’onda.

Pur avendo due voci bellissime e potenti, nessuna prende il sopravvento sull’altra.

Tecnicamente poi lo show è ben costruito grazie alle belle luci di Valerio Tiberi, alla scenografia (a piano inclinato) di Gabriele Moreschi (ma suggeriamo una maggiore delicatezza ai macchinisti nel cambio delle scene, a volte pare stiano facendo un trasloco..), alle coreografie molto anni ’90 di Bill Goodson.

Nei giorni scorsi ci sono state delle proteste da parte del pubblico che si aspettava di vedere in scena Karima e hanno trovato Helen.

Beh, ieri pomeriggio al termine dello show un gruppo di spettatori proveniente da Bologna ha atteso l’uscita dal backstage di Helen e dopo essersi fatti una foto di gruppo con lei le hanno detto queste parole:

eravamo venuti per vedere Karima. Ma fin dall’inizio siamo rimasti entusiasti della sua esibizione e molto contenti di averla vista in scena.

Helen ci ha poi confessato di essere rimasta molto colpita e molto emozionata per quella testimonianza di affetto.

Una testimonianza che confermiamo: fortunati quelli che andranno a vedere Bodyguard (in cartellone fino al 9 maggio) e vedranno lei in scena.

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6 Commenti

  1. Questa recensione è una vergogna!!Non si fanno paragoni sul fisico se hanno scelto karima Come protagonista di fronte a migliaia di provini ? Si vede che la commissione ha visto in lei la capacità di Poter farà la parte !!
    E non ci scordiamo che lei non ha mai recitato ,voce poi non gli si può dire niente è bravissima ,! E non scordiamoci che è stata operata a novembre perciò a cuccia

  2. Comunque dì grazie agli autori del blog, perché dal commento si evince che, oltre al suo spiritico critico e alla sua imparzialità, anche il suo italiano è pessimo.
    Cosa non si fa per promuovere una invidiosa tappabuchi

    Baci.

  3. Buon giorno Carla. Sono anche io un critico musicale, sono l’autore del blog 125esima Strada e premetto anche di non essere un fan di Karima (non ho mai ascoltato nemmeno mezza canzone di un disco di Karima).

    Detto questo mi stupiscono le sue parole perché al contrario a me lo spettacolo con Karima è piaciuto tantissimo. Sicuramente non è una grande attrice (ma nemmeno così male…), ma dal punto di vista vocale è stata perfetta per intonazione, precisione esecutiva e potenza. Nei duetti con Loredana Fadda si sentivano bene le voci di entrambe: sia quella alta e squillante della Fadda che quella “grossa” e potente di Karima.

    Inoltre, contrariamente a quanto scrive lei, ho trovato che l’arma vincente di questo musical fosse proprio la fisicità di Karima che sa interpretare la “femmina alfa” in “Queen of the night”, sa essere dolce e sa essere scherzosa. Gli abiti di scena le stavano tutti benissimo. Mi creda Carla, sono un uomo e magari le do un parere un po’ più obiettivo, i leggings le stavano splendidamente perché Karima non ha un bel viso ma ha un fisico strepitoso e dalla platea era bellissima.

    L’unica critica che mi sento di fare a Karima è che ha adattato un po’ troppo i pezzi alla sua voce accorciando le lunghe parti cantate che Whitney Houston eseguiva senza prendere fiato. Da questo punto di vista Alexandra Burke (c’è qualche video della sua interpretazione su YouTube e l’intera colonna sonora cantata da lei è presente su Spotify) le ha cantate in modo molto più simile all’originale. Sulla carta mi sarei aspettato che la performance della Burke sotterrasse Karima, invece proprio non è così.

    Per me Karima è promossa a pieni voti. Su Helen non mi posso pronunciare perché non l’ho vista.

  4. Visto spettacolo ieri sera con Helen.
    Mia moglie desiderava vedere Karima, ma Helen è stata veramente coinvolgente e travolgente.

  5. Non ho scritto solo del fisico se legge bene…e per Kemp andavo a memoria. Il confronto non è Solo suo fisico ma su una interpretazione diversa sempre se legge bene. Ma si sa che ognuno vuole recepire quello che meglio crede. Ma sono contenta se lo spettacolo le è piaciuto con Karima.

  6. Più che una recensione sullo spettacolo a me sembra una dettagliata descrizione di una gara fra due persone…. addirittura con riferimenti ai commenti delle file dietro… Beh: per chi è goffo e impacciato sul palco ci sono i critici a ricordarlo, ma chi ricorda ai critici la loro imprecisione?
    Così impegnata a demolire e fare paragoni fisici tra le 2 protagoniste, le è sfuggito sig.ra Torriani che ad interpretare Sy Spector nel film non fu Martin Kemp ma suo fratello Gary. Così, tanto per marcare quanto lei sia precisa quando scrive; e trovo sia molto più semplice usare google per un’informazione corretta che avere il fisico statuario di Withney…. Buon lavoro.

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