INTERVISTA A TIZIANA SENSI PER LA IX EDIZIONE DE L’INTERNATIONAL FESR ROMA FILM CORTO

È giunto alla IX edizione l’International Fest Roma Film Corto – Indipendent Cinema, la manifestazione nata nel 2008 e che ha l’obiettivo di mettere in evidenza i giovani autori cinematografici. In questa edizione vede come Presidente di Giuria il Maestro Giuliano Montaldo.

Sono dieci le giornate dedicate ai corti che si svolgeranno in diverse città del Lazio tra le quali Roma, Ostia, Viterbo, Marino.

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La giornata inaugurale, che si aprirà con un breve concerto degli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia, sarà dedicata al tema della solidarietà e si svolgerà all’interno del Teatro Marconi da sempre  attento alle giovani generazioni e a progetti volti a valorizzare l’arte nelle sue varie sfaccettature.

Come è nata l’idea di questo Festival?
Tiziana Sensi
Tiziana Sensi

L’idea è nata dal fondatore del Festival Roberto Petrocchi che, da nove anni, porta avanti questo progetto con grande impegno. Alla base di questa iniziativa c’è la voglia di promuovere il nuovo cinema indipendente italiano ed internazionale e creare parallelamente un’occasione di incontro e confronto.

Ci piace pensare a questo  Festival  anche come un laboratorio aperto.

Che ruolo ha lei all’interno della manifestazione?

Io mi occupo solo della data di apertura del Festival, quella del 7 dicembre al Teatro Marconi.

Gli organizzatori del Festival hanno deciso di dedicare una giornata al sociale, mi hanno coinvolto e abbiamo iniziato a lavorare su temi molto importanti che  coinvolgono la nostra quotidianità: violenza di genere, visto che una donna ogni tre giorni perde la vita per mano di un uomo.

É un argomento che mi sta molto a cuore, me ne sono occupata anche con lo spettacolo 15 22 da cui ho realizzato l’installazione a Piazza Montecitorio qualche  anno fa.

Altri temi legati al Festival sono quelli del  bullismo e cyber- bullismo. Un ragazzo su due, dati I.S.T.A.T è bullizzato. Un tema che affronto nelle scuole utilizzando il teatro come strumento di confronto.

Così ho deciso di lanciarmi in questa impresa. In realtà mi ci ha spinto il mio amico Massimo Pellegrinotti.

I cortometraggi che proietteremo sono molto belli e di grande qualità cinematografica, questo è un altro motivo per cui ho scelto di aderire a questo Festival.

Un festival che mette in luce i giovani autori. Come è lavorare con i ragazzi?

Bisogna dare spazio ai giovani seriamente ed in modo propositivo, per Roberto Petrocchi i giovani sono il pubblico di riferimento ed è una delle finalità del Festival, in generale i giovani sono stimolanti e soprattutto sono il nostro futuro.

Tantissime le location interessate all’evento. É’ stato difficile coinvolgerle?

Il festival nasce con una sua vocazione itinerante in passato la concentrazione è stata su Roma e provincia, quest’ anno l’organizzazione si è spostata anche in alcune province del Lazio.

Parlando con chi lavora su tutta l’organizzazione del Festival non mi raccontano difficoltà ma di impegno. Le difficoltà ci sono sempre ma vince l’entusiasmo di portare avanti un’idea.

Chi sono le altre figure che ruotano attorno a questo festival. Ce li presenta?

Il Presidente della Giuria Giuliano Montaldo che non ha bisogno di presentazioni visto che è un grande Maestro del nostro cinema;  Gianni Quaranta, scenografo premio Oscar; Graziano Diana sceneggiatore regista, Carolina Crescentini attrice, Marco Asunis  Presidente FIC, Tony Trupia regista e sceneggiatore, il fondatore Roberto Petrocchi,  Massimo Pellegrinotti regista, Simone Paralovo l’uomo che ha visionato tutti i cortometraggi più di 200 film.

Poi tanti nomi che accompagneranno ogni giornata del Festival, giornalisti, attori, attrici, registi sceneggiatori ecc…

La serata inaugurale al Marconi. Bellissima collaborazione con il direttore Felice della Corte da sempre attento ai giovani

Ho conosciuto Felice Della Corte in occasione di un lavoro che ho realizzato al Teatro Marconi in qualità di attrice, mi sono trovata davanti un uomo che da tanti anni lavora sodo ed in silenzio, un artigiano del teatro, una persona umana che crede nei giovani e che dà spazio ai giovani con i fatti.

Quando gli ho parlato di questo progetto e di collaborare assieme non ha esitato un attimo. Promuovere i giovani e la bellezza mi sembra la sua filosofia di vita.

Potrebbe sembrare un gioco di parole ma sono felice di averlo incontrato!

Cosa augura a queste nuove leve?

Noi tutti che collaboriamo all’interno del Festival auguriamo un’occasione importante di visibilità, confronto e nuova progettualità.

Le immagini per l’intervista sono fornite dall’Ufficio Stampa dell’artista/manifestazione. Si declina ogni responsabilità riferibile ai crediti e riconoscimento dei relativi diritti.

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