Da giovedì 7 a domenica 10  dicembre (giovedì-  sabato ore 21:00, venerdi e domenica ore 18:00), presso il Teatro Tordinona di Roma, dopo il successo riscosso nelle repliche al Teatro Sancarluccio di Napoli, sarà in scena il testo di Luigi Lunari “Tre sull’altalena” con Stefania Benincaso, Arianna Gaudio, Stefania Aluzzi e Nicola Ciccariello per la regia di Roberto Negri. Per la prima volta uno dei testi più famosi di Luigi Lunari è stato riscritto dall’autore stesso per questo adattamento tutto al femminile.

Tre sull’altalena. Uno dei testi più rappresentati di Luigi Lunari. Una bella responsabilità. Come l’affrontate?

Tre sull'altalena tutto al femminile, al Teatro Tordinona dal 7 al 10 dicembreROBERTO NEGRI: In sintonia con l’autore, che ci ha onorati della sua presenza al debutto pugliese e poi a Milano, abbiamo condiviso intenti ed emozioni di questa nuova avventura che, sebbene segua il percorso fortunato di questo testo, si genera in forma completamente nuova nella sua trasposizione al femminile.

Stefania Benincaso, Arianna Gaudio, Stefania Aluzzi : Facendoci continuamente sorprendere dal testo. Ci siamo accorti, strada facendo, che ci apriva mille possibilità e così le abbiamo giocate. E ancora le giochiamo, replica dopo replica.

Ci parlate dei vostri personaggi?
Tre sull'altalena tutto al femminile, al Teatro Tordinona dal 7 al 10 dicembre
Stefania Aluzzi

STEFANIA BENINCASO: Il mio personaggio è La Signora, un’imprenditrice senza scrupoli, snob e superficiale, che però subirà una profonda trasformazione nel corso di quest’avventura…

ARIANNA GAUDIO: Il mio personaggio è un sergente dell’arma. Una donna decisa, aperta a volte un po’ goffa che non trova nulla di misterioso nella situazione in cui viene a trovarsi insieme alle altre e resta lucida e indifferente.

STEFANIA ALUZZI: Io sono la Professoressa Vittoria Sapponaro, una “donna di scienza” che vive tutto con razionalità e che raramente perde la calma. Fino a quando…

A chi è venuta l’idea di portare in scena proprio questo testo e perché?

L’idea è nata dall’incontro tra Stefania Benincaso (anche produttrice dello spettacolo) e Luigi Lunari. Da lì, l’idea di essere la prima compagnia in assoluto a portare in scena la trasposizione femminile di questo testo fortunatissimo (la versione maschile è stata tradotta in 27 lingue ed è tuttora rappresentata in tutto il mondo).

Tre sull'altalena tutto al femminile, al Teatro Tordinona dal 7 al 10 dicembre
Arianna Gaudio
Dalle note dell’autore si intuisce che questo testo era già stato interpretato da un’attrice donna. Come ha preso all’inizio la notizia di dover modificare il testo e adattarlo solo per attrici?

In realtà, al momento del nostro incontro, il maestro Lunari aveva appena terminato di riscrivere il testo in versione femminile. Questa scelta deriva dal grande fascino che questa commedia esercita anche sulle attrici. Non dimentichiamoci però che un personaggio maschile, interpretato da Nicola Ciccariello, è rimasto, ed è quello più affascinante e misterioso…

Uno spettacolo che ha già debuttato. Qual è stata la città che vi ha regalato maggiori soddisfazioni?

Tutte le città, Lucera, Milano, Napoli, ci hanno regalato grandi soddisfazioni, ma sicuramente quella che ha rappresentato per noi un momento particolarmente importante è stata Benevento.

Tre sull'altalena tutto al femminile, al Teatro Tordinona dal 7 al 10 dicembre
Stefania Benincaso
Cosa vi emoziona maggiormente del testo?

STEFANIA BENINCASO: La “tenerezza” dei personaggi che viene fuori nei momenti in cui si sentono in difficoltà.

ARIANNA GAUDIO: Una delle cose che colpisce di questo testo è il dialogo serrato a volte paradossale e al limite del metafisico.

STEFANIA ALUZZI: Le mille possibilità che offre di rafforzare il nostro feeling in scena e di costruire uno spettacolo corale.

ROBERTO NEGRI: La sua assoluta modernità, la capacità di trattare temi universali e profonde analisi filosofiche con leggerezza, grande carica ironica e dissacrante.

Aveva avuto modo di vedere le versioni interpretate da attori. Se si, questo ha condizionato il suo lavoro?

ROBERTO NEGRI: Certo, ne ho viste diverse, però il lavoro, più che condizionato, ne è stato arricchito. Inoltre in questo caso la novità della trasposizione al femminile, pur conservando il percorso narrativo, ha rinnovato completamente i dialoghi e le relazioni tra i personaggi.

Cosa deve aspettarsi il pubblico?

Un allestimento semplice ed essenziale, un coinvolgimento immediato e diretto. E soprattutto… a non dare nulla per scontato.

Un invito ai nostri lettori

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