Sul palco del Teatro Miela di Trieste si sono esibiti i londinesi Kokoroko capitanati dalla trombettista Sheila Maurice-Grey e forti del successo mondiale del loro brano Abusey Junction con 23 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Strapienone al Teatro Miela ma ormai ci stiamo abituando in considerazione della sempre pregevole scelta musicale della direzione artistica.

I Kokoroko sono già un gruppo di culto prima dei pubblicare qualsiasi loro lavoro ufficiale (il prossimo marzo è in uscita il loro primo EP).

La loro popolarità è dovuta al loro impatto dal vivo e soprattutto al singolo “Abusey Junction” che, pubblicato su Youtube come singolo di “We Out Here”, la compilation manifesto pubblicata dalla loro etichetta Brownswood Recordings (2018), ha superato la strabiliante cifra di 23 milioni di visualizzazioni facendoli diventare in breve tempo un nome di punta nel panorama mondiale.

Il brano è stato da poco anche insignito del titolo di “Track of the Year” al prestigioso  Worldwide Award di Gilles Peterson, da anni il guru internazionale della musica jazz e ritmica.
Gli otto giovani londinesi, guidati dalla trombettista Sheila Maurice-Grey che conduce una sezione fiati tutta al femminile, si ispirano a maestri come Fela Kuti, Ebo Taylor e Tony Allen ed ai grandi musicisti  provenienti dall’Africa Occidentale.

Lo stile musicale prende forma dai suoni delle loro radici Nigeriane e del West Africa mescolate a quelli urbani Londinesi.

Oltre alla già citata Sheila Maurice-Grey alla tromba, troviamo Cassie Kinoshi al sax, Richie SeivWright al trombone, Mutale Chashi al basso, Oscar Jerome alla chitarra, Yohan Kebede alle tastiere, Onome Ighamre alle percussioni e Ayo Salawu alla batteria.

Di seguito alcune immagini del concerto

Kokoroko al Teatro Miela – Foto di Fabrizio Caperchi

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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