Racconti che riaffiorano dal passato, memorie individuali e collettive, letteratura, Storia e sguardi sul presente dell’Europa centro-orientale: è questo il cuore della 37ª edizione del Trieste Film Festival, il più importante appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Est Europa.
Diretto da Nicoletta Romeo, il festival si svolgerà a Trieste dal 16 al 24 gennaio 2026, con oltre 120 eventi tra proiezioni, documentari, cortometraggi, masterclass, incontri e appuntamenti speciali, capaci di creare ponti culturali tra Est e Ovest.
Le sedi principali saranno il Politeama Rossetti, il Teatro Miela e il Cinema Ambasciatori.
Un festival come bussola per il presente
«Ci auguriamo che le visioni di questa edizione possano essere delle bussole nuove», spiega la direttrice Nicoletta Romeo, sottolineando il ruolo del cinema come strumento di orientamento in una geografia umana sempre più complessa.
Il Trieste Film Festival 2026 propone tre sezioni competitive – lungometraggi, documentari e cortometraggi – accanto a numerosi focus tematici, eventi speciali e retrospettive.
Le aperture e la chiusura del festival
🎬 Film di apertura
Ad aprire il festival, venerdì 16 gennaio al Teatro Miela, sarà “Franz” di Agnieszka Holland, ambizioso biopic dedicato a Franz Kafka, selezionato dalla Polonia per gli Oscar 2026 e in shortlist agli EFA.
Il 20 gennaio, nella consueta doppia apertura al Politeama Rossetti, sarà proiettato “The Disappearance of Josef Mengele” di Kirill Serebrennikov, presentato in anteprima mondiale a Cannes. Il regista terrà anche una masterclass il 21 gennaio.
🎬 Film di chiusura
La chiusura del festival, sabato 24 gennaio, è affidata a “Silent Friend” di Ildikó Enyedi, già in concorso a Venezia e in shortlist EFA, con una masterclass della regista nel pomeriggio.
I grandi autori e gli eventi speciali
Tra i protagonisti di questa edizione:
- Sergei Loznitsa, con l’anteprima italiana di “Two Prosecutors”, ambientato nell’URSS del 1937
- Šarūnas Bartas, con l’intimo “Lagūna”
- Christian Petzold, con “Mirrors No. 3”
- Mascha Schilinski, candidata agli Oscar 2026 con “In die Sonne schauen”
Opere che raccontano identità, traumi storici, guerre, diaspora e resistenza quotidiana.
Concorso e sezioni speciali
Il programma include:
- 8 lungometraggi in concorso
- 10 documentari
- 14 cortometraggi
- 6 film italiani per il Premio Corso Salani
Tra le sezioni più significative:
- Visioni Queer, dedicata al cinema LGBTQ+ dell’Europa centro-orientale
- Wild Roses, focus sulle registe slovene
- Il secondo turno: compagne al lavoro, retrospettiva sulle donne e il lavoro nel cinema dei paesi comunisti
- TSFF dei piccoli, dedicata a bambini e famiglie
Premi, mostre ed eventi collaterali
Numerosi i riconoscimenti in palio, tra cui:
- Premio Trieste
- Premio CEI
- Premio Eastern Star
- Premio Corso Salani
- Premi del Pubblico
Il festival si estende anche fuori dalle sale con mostre, concerti, presentazioni di libri, tour guidati, degustazioni, performance e incontri con scrittori, artisti e studiosi.
Trieste e la bora: un’identità che ritorna
Come ogni anno, il festival dialoga con la città e la sua identità. La bora, simbolo di Trieste, è protagonista anche della locandina 2026, un omaggio al fotografo Ugo Borsatti, testimone visivo del Novecento.
Maggiori informazioni verranno pubblicate nei prossimi giorni su questo sito, ma si possono trovare anche sul sito del Festival.





