Trisha Brown. L’invenzione dello spazio di Rossella Mazzaglia e Adriana Polveroni

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L’instant book in italiano ed inglese, pubblicato da “Gli Ori editore” (160 pagine con illustrazioni) raccoglie una parte del materiale fotografico svolto durante le rappresentazioni della “Trisha Brown Dance Company” a Reggio Emilia, in occasione di “Aperto Festival 2009”.

Trisha BrownDagli “Early Works” degli anni Settanta, proposti alla Collezione Maramotti, a “Set and Reset” (1983) e “You Can See Us” (1995) realizzati con la collaborazione di Robert Rauschenberg, fino al suo ultimo lavoro “L’Amour au théâtre” (2009) con estratti musicali da “Hippolyte et Aricie” di Jean-Philippe Rameau, presentati al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia.

Le immagini sono accompagnate dal testo della conversazione che la famosa coreografa americana ha tenuto presso la Collezione Maramotti con Rossella Mazzaglia e Adriana Polveroni sul tema dello spazio, elemento fondante del suo lavoro.
Le sue complesse coreografie si configurano infatti come continua esplorazione dello spazio, non solo per l’individuazione di luoghi non tradizionali dove mettere in scena la sua danza, ma per la messa in questione dell’idea stessa di spazio come invenzione.

L’autrice

Trisha Brown nasce nel 1936 ad Aberdeen, Washington. Dopo gli studi, al Mills College, diventa membro di una delle Compagnie più innovative nel panorama della nuova danza: la compagnia diretta dal coreografo e danzatore Merce Cunningham.

In seguito collabora anche con altri danzatori destinati a diventare nomi importanti della disciplina contemporanea come Steve Paxton e Yvonne Rainer.

Nel 1970 Trisha Brown fonda la sua compagnia, fino al 1979 formata da sole donne. Questo evento segna l’inizio di un grande cambiamento nel mondo coreografico e Trisha Brown viene riconosciuta come la regina della post modern dance, colei che ha segnato la storia della danza contemporanea e ha entusiasmato il pubblico a livello mondiale.

Raffinata ed esplosiva, creatrice di uno stile personale che unisce rigore e velocità di movimento, Trisha Brown rappresenta l’anima vera dei movimenti artistici nati negli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e Settanta, con la volontà di creare un nuovo linguaggio coreografico contrapposto alle stilizzazioni del balletto classico e moderno.

La sua danza è un flusso inarrestabile di corse sospese, di cadute impreviste, di slanci giocosi, di prese schivate; il movimento è in costante attività.

La casa editrice

La casa editrice “Gli Ori” ha radici toscane e cerca con impegno di essere una vivace realtà imprenditoriale italiana in ambito culturale. Nata dalla passione per l’editoria e l’arte contemporanea che animava, e anima, i suoi fondatori, opera a stretto contatto con artisti, critici, gallerie e istituzioni culturali (musei, fondazioni, associazioni, enti locali), con i quali cerca di creare volumi che durino nel tempo e non si limitino a collegarsi a un singolo evento.

In appendice al volume compaiono i contributi di Rossella Mazzaglia e Adriana Polveroni sugli aspetti salienti della ricerca di Trisha Brown sul versante coreutico e sul suo rapporto con le arti visive.

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