Umberto Tozzi : sarei potuto diventare un Beatles

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UMBERTO TOZZI

‘MA CHE SPETTACOLO ‘

Umberto Tozzi
Cover di Ma che spettacolo di Umberto Tozzi

Anticipato dal singolo ‘Sei tu l‘immenso amore mio’ Umberto Tozzi si riaffaccia sul mercato discografico dopo tre anni di silenzio e ci regala un nuovo album dal titolo ‘Ma che spettacolo’ (Momy records – Sony Music), tredici brani inediti + 1 bonus track + il DVD live nella versione cofanetto delux.

Settantacinque milioni di copie vendute in tutto il mondo ma sempre una gran voglia di rimettersi in gioco, a quanto pare …

Assolutamente sì. In verità allo scoccare dei 50 anni mi venne in mente di smettere, ma durò pochissimo. La voglia di comporre e soprattutto il desiderio di salire sul palco, ebbe il sopravvento.

Cosa ci  racconta di questo suo nuovo cd?

E’stato realizzato in pochissimo tempo, tra febbraio e marzo. Mi sono chiuso nel mio studio ed è nato così, di getto, come sempre è accaduto per i miei lavori migliori. Nel disco racconto l’ amore ma anche tutto quello che accade attorno a me e che quotidianamente viene riportato dai Tg, da internet e dai giornali. Siamo bombardati da notizie terribili.  ‘Ma che spettacolo’ è purtroppo un titolo da leggere al negativo, un titolo amaro, affronta tematiche sociali ma racchiude per fortuna anche una buona dose di speranza.

Quale tra queste, la traccia che le sta più a cuore?

Si intitola ‘Donne al potere’, ed è un sogno che ho in testa da sempre. Sono certo siano loro, la marcia in più.

Australia, Belgio, Germania, Francia … all’estero lei è amatissimo ma, come ha recentemente dichiarato,

non si sente ugualmente apprezzato in Italia.  

Lo confermo alla luce dei fatti e senza presunzione, per i successi che ho scritto. Proprio per questo ho dichiarato che, se fossi nato qualche anno prima e a Liverpool, avrei probabilmente potuto conoscere i Beatles (considerando tutta la gente che ho incontrato nella mia carriera!) e diventare uno di loro. Ma pur suonando bene la chitarra, mi inchino di fronte al grande George Harrison (ride; ndr) . Con questa frase in realtà rimarcavo anche il mio grande immenso amore per i fab four.

Facciamo un passo indietro: ci regali un ricordo della gavetta.

Venivo spesso a Milano per le audizioni. Soggiornavo alla pensione ‘ La Speranza’ e già il nome era tutto un programma, per chi stava iniziando a muovere i primi passi nella musica. Da ragazzino in realtà sognavo di fare il calciatore ma mio padre non ne voleva sapere, perché non amavo andare a scuola e i risultati non erano fantastici. Per ribellione optai quindi per una carriera nella musica. Cantavo bene anche se inizialmente non amavo affatto la mia voce e preferivo, cavandomela forse meglio con la chitarra, suonare in diverse band della mia città (Torino; ndr).

Quando si convinse che la sua voce aveva un timbro speciale?

Diciamo che i miei singoli furono da subito un successo. Ne rimasi sorpreso”.  Diciamolo sì, visto che stiamo parlando di ‘Ti amo’ (’77) , ‘Tu’ (’78) , ‘Gloria’ (’79)  ‘Stella Stai’(’80) , ‘Notte rosa’(’81), ‘Eva(’82), ‘Nell’ aria c’è’ (’83), tanto per fare qualche titolo, hit che hanno fatto il giro del mondo e che continuano a essere amatissime e applaudite ai suoi concerti.

Torniamo ai giorni nostri e chiudiamo parlando del video di ‘Sei tu l’immenso amore mio’. Elisabetta Gregoraci veste i panni della protagonista,  come mai ha scelto proprio lei?

Elisabetta è amica di mia figlia e come lei vive a Montecarlo. L’ho incontrata la prima volta in giuria a un Festival, e abbiamo chiacchierato a lungo. Oltre a essere una donna bellissima è davvero in gamba. Mi è piaciuta subito.

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