8 minuti per una storia d’amore ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale.

8 minuti per lasciare gli spettatori sospesi nel tempo di un sentimento che resiste alla crudeltà della vita durante la guerra.

Questa è la poesia in musica che il giovane regista Nicola Sorcinelli ha messo in opera attraverso il suo primo corto musicale, novità e sperimentazione artistica pura, multi premiato dalla critica e dai maggiori festival cinematografici nel Mondo ( Los Angeles, Nord Europa ) e in Italia.

La grande meticolosità e delicatezza registica, hanno permesso al corto  di non far perdere nessuna delle sfumature che un musical può comunicare in un teatro.

Una produzione assolutamente made in Italy. compresa la location  scelta, le Marche, contribuisce a rendere davvero orgogliosa la produzione artistica italiana per la presenza di talenti come quello di Nicola Sorcinelli e tutto il suo gruppo di lavoro.

Ogni elemento in questo corto musicale si incastra perfettamente, in un equilibrio armonioso fra testo, musica, fotografia e interpretazione.

Emanuele Bossi e Fernando Alba sono gli autori delle musiche e della colonna sonora “ A metà” cantata ed interpretata da Noemi Smorra ( Teresa) e Oscar Nini (Matteo),  magnifici protagonisti del musical.

Noi de La Nouvelle Vague Magazine, abbiamo avuto il piacere di assistere all’anteprima italiana  del cortometraggio presso il Caffè Letterario di Roma e di scambiare una piacevole conversazione con il regista, Nicola Sorcinelli.

Iniziamo con i complimenti per aver saputo  raccontare una storia intera in pochissimo tempo e per la grande professionalità dimostrata.

Ho sempre voluto fare questo mestiere fin da quando ero bambino.

Andavo molto al cinema con la mia famiglia, con mio padre soprattutto e, più avanti, il mio giocare da bambino preferito diventava, una volta tornato a casa, “ giocare a fare il film”, coinvolgendo i miei amici, “obbligandoli “ a girare set con vecchie telecamere!

Possiamo dire che  ho avuto sempre le idee abbastanza chiare su quello che volevo fare da grande.

L’attimo di vento ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Quale strade ancora si stanno aprendo ?

Siamo partiti  a Gennaio con la distribuzione del cortometraggio ed è iniziato subito alla grande perché, il primo festival al quale ho partecipato e vinto è stato il  Los Angeles Film Festival.

Questo riconoscimento, non ti nascondo, mi ha dato una sicurezza in più, proiettandomi con maggiore serenità verso i festival minori.

Fino ad oggi in tutti i festival ai quali è stato inviato, il corto è sempre stato selezionato e quindi il percorso da intraprendere sarà ancora questo, sperando in sempre nuovi  riconoscimenti.

L’osservazione più frequente  rispetto alla proiezione di questo cortometraggio?

La poesia.

Mi dicono tutti che ho fatto un corto molto poetico.

Nell’ultimo dei festival dove siamo andati, uno dei pochi festival che mi ha letto una motivazione, la premiazione riguardava il riconoscimento ottenuto per aver regalato otto minuti di pura poesia.

Alla poesia va quindi il complimento  maggiore ma anche alla ricostruzione storica realizzata pur avendo pochissimo budget e, chiaramente alla magnifica  colonna sonora.

Emanuele Bossi, che ne è il compositore, è alla terza collaborazione insieme a me e grazie a lui sono arrivato a Fernando Alba che ha scritto A metà, il brano che  hai sentito poi nel musical.

Quale è stata l’impressione dei due musicisti a lavoro terminato?

Emanuele e Fernando erano molto soddisfatti del lavoro ed emozionati.

Per quel che riguarda me, ho avuto il piacere di lavorare con un’ orchestra intera di professionisti e grazie a loro anche questo mio piccolo sogno è potuto diventare realtà.

La musica doveva essere uno dei protagonisti insieme a Noemi Smorra e Oscar Nini e direi che ci siamo riusciti perfettamente.

Questa sperimentazione porterà alla realizzazione di un musical completo per la storia d’amore di Matteo e Teresa?

Dopo la proiezione al Caffè Letterario, visto il riscontro positivo ottenuto, ci siamo detti che sarebbe stato bello fare de L’attimo di vento un musical vero e proprio.

Allo stesso tempo ci siamo resi conto che fare un film lungo significherebbe montare  un kolossal soprattutto a livello produttivo, quindi  L’attimo di vento rimarrà un corto.

I due protagonisti, Noemi e Oscar, scelti per una storia sospesa nel tempo, sembrano essere nati apposta per questi ruoli.

Loro sono due ragazzi di un’umiltà incredibile e sono straordinari, giovani e pieni di talento. Già dal secondo giorno di lavoro ci siamo trovati a collaborare insieme da amici.

Per la protagonista femminile il corto è partito subito con  Noemi Smorra. Già mentre  scrivevo avevo in mente lei come protagonista.

Per il ruolo maschile invece  non riuscivo a trovare l’attore che corrispondesse alle caratteristiche di cui avevo bisogno, soprattutto a livello fisico e che potesse accostarsi bene a Noemi e all’interpretazione di  quel periodo storico. Ho iniziato così una lunga ricerca che mi ha portato ad Oscar Nini , praticamente perfetto per il ruolo.

La difficoltà maggiore incontrata?

“Sto per fare un musical, non l’ho mai fatto, sarò in grado?”

Questa era la domanda che mi sono posto all’inizio, il limite che ponevo a me stesso prima di iniziare a lavorarci.

Sicuramente, in seconda analisi,  girare un film in costume con due lire è stata una grande scommessa. Il  mio lavoro è stato anche cercare di far innamorare del progetto persone che poi sarebbero venute a lavorare quasi gratuitamente.

Il tuo prossimo sogno da realizzare?

Io ho nel cassetto altri due piccoli progetti:  due corti da realizzare entro la metà del 2015 e poi dedicarmi al mio primo film!

Grazie a Nicola Sorcinelli.

 

Tieni duro ci sarà il bel tempo, il tempo insieme – A metà , l’attimo di vento –

 

Interpreti:
Noemi Smorra
Oscar Nini
Soggetto e sceneggiatura
Nicola Sorcinelli

Musiche:
Emanuele Bossi
Fernando Alba

Montaggio:
Nicola Sorcinelli

Costumi:
Maria Letizia Della Felice

Scenografia:
Francesco Fornaciari

Effetti:
Michele Falasconi (Digital VFX)

Fotografia:
Piero Barazzoni

Suono:
Ivan Tonucci

Produttore:
Nicola Sorcinelli
Francesco Fornaciari

Trucco:
Federica Bastreghi

Segretaria di Edizione:
Beatrice Di Mambro

Segretaria di Edizione:
Lucia Cucchi

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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