Quattro personaggi in cerca di una storia. Potremmo sintetizzare in questo modo, semplicemente ed anche, in parte, solo in parte, superficialmente, il nucleo centrale della storia raccontata da Annalisa De Stefano nel suo romanzo d’esordio, “Un nessun dove verissimo”.

Un nessun dove verissimo, il romanzo di esordio di Annalisa De Stefano
Annalisa De Stefano

I quattro personaggi in questione sono stati creati da Flavio De Luca, un giovane scrittore che, dopo il successo della trilogia sull’Ispettore Latini, fatica a trovare una nuova storia da consegnare all’editore Amedeo.

E così, i quattro personaggi che ha da tempo delineato e “rinchiuso” (o almeno questo crede lui) nei quattro taccuini neri che custodisce gelosamente, aspettano che il loro creatore dia loro una storia degna.

E si, perché questi personaggi vivono di vita propria, in una dimensione tutta loro nella quale cominciano a dialogare per cercare di capire cosa sta succedendo e cercare di raggiungere il loro “papà” per comunicare con lui.

Ma Flavio sembra essere troppo preso dai suoi guai e dai personaggi “reali” che gli ruotano attorno: una madre castrante, la fidanzata milanese, l’amica d’infanzia e, su tutti, Pietro, l’anziano libraio che lo ha accolto quando era solo un bambino, instillando in lui l’amore per i libri e la passione per la lettura, prima, e per la scrittura, poi.

Quindi, forse, questa non è la storia dei quattro personaggi ma del loro autore che, attraverso le quattro proiezioni del suo essere, può riuscire a chiudere quelle porte lasciate aperte sul corridoio della vita. Forse…

Ha un ritmo lento e rilassato la storia scritta da Annalisa De Stefano che si muove senza soluzione di continuità tra presente e passato, con incursioni in una dimensione altra, dove vivono i personaggi creati da Flavio.

Un romanzo dal quale traspare tutto l’amore della scrittrice per i libri e la lettura, oltre che per la scrittura. Tutto questo conferisce alla storia una genuinità e un’originalità di fondo che rendono il libro una piacevole lettura.

E, dato che la lettura, come la visione di un film o la contemplazione di un’opera d’arte, trascende le intenzioni del suo autore, siamo sicuri che ogni lettore potrà ritrovare nel romanzo di De Stefano un sentimento familiare, un ricordo comune o, semplicemente, quell’amore per la lettura e la scrittura e per tutti quei libri capaci di connettersi con la parte più profonda ed intima del nostro essere.

I “libri blu”, come li definisce l’autrice; quei libri, storie e romanzi che ci aiutano a farci le domande giuste.

Perché solo attraverso le giuste domande possiamo trovare le risposte giuste, quelle risposte in grado di (ri)svegliarci dal torpore e dare una svolta alle nostre vite.

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