Lo Schiaccianoci del Balletto di Roma festeggia i 10 anni al Teatro Quirino.

Il palco del Teatro Quirino si anima il 22 e il 23 dicembre con “Lo Schiaccianoci”; il racconto di una favola tradizionale rivisitata da Mario Piazza in chiave moderna.

Tra sogno e realtà danzano i giovani della compagnia del “Balletto di Roma” sulle meravigliose note di Pëtr Il’ič Čiajkovskij.

La scenografia di Giuseppina Maurizi riesce a riprodurre un luogo magico e incantato, accompagnando la storia tra sogni e illusioni. I televisori sullo sfondo, inizialmente, catturano l’attenzione e sprigionano un senso di solitudine e isolamento da cui scaturisce un’alienazione virtuale. Mancano i richiami natalizi e tutto lo spazio intorno appare intangibile.

Lo Schiaccianoci al Teatro Quirino
André de la Roche

In questo scenario una Clara dei giorni nostri è divorata da inquietudini nuove e sconvolgenti paure. Tra piccole battaglie, immaginazione e fantasticherie si perde in un mondo oscuro dove lo Schiaccianoci non è più un meraviglioso principe azzurro, ma piuttosto una figura dalla dubbia natura che tormenta Clara tra incubi e paure.

Un mondo di violenza nella testa della fanciulla che sembra trascinarla fino alla soglia dell’età adulta, lasciandola tra vecchi sogni e nuove consapevolezze.

I gruppi di ballo, scandendo i tempi di Čajkovskij, disegnano le battaglie e i timori immaginari in un caotico spettacolo di colori. Un esilarante André de la Roche veste i panni della Fata Confetto (oltre ad interpretare il ruolo dello Schiaccianoci), con un enorme abito di gommapiuma che mostra un “provocante” e generoso décolleté, suscitando le risate del pubblico.

Una versione surreale e onirica della tradizionale fiaba natalizia che in un primo momento spiazza lo spettatore per poi avvolgerlo tra immagini fantastiche e visioni misteriose, mantenendo un’atmosfera poetica.

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Chi sono
Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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