La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si prepara a farci fare un salto indietro nel tempo con la sezione Venezia Classici. Questo anno, la selezione è stata definita e promette di essere un vero e proprio tesoro per gli amanti del cinema. Diciotto capolavori restaurati, provenienti da ogni angolo del mondo, verranno presentati in anteprima mondiale, offrendo l’opportunità di riscoprire opere che hanno segnato la storia del cinema.

Il direttore artistico Alberto Barbera ha chiarito l’obiettivo di questa edizione: “restituire parte della ricchezza del grande cinema”, mescolando capolavori indiscussi con titoli e autori caduti ingiustamente nell’ombra. Un programma che spazia tra generi e stili, dimostrando l’inesauribile vitalità della settima arte.

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I gioielli del Cinema Italiano

La rassegna inizia dall’Italia, con quattro titoli che rappresentano al meglio la varietà della nostra cinematografia storica:

  • Roma ore 11 di Giuseppe De Santis, un’opera fondamentale del neorealismo che da tempo meritava una rivalutazione.
  • Lo spettro, un gioiello del cinema di genere firmato da Riccardo Freda, che ci ricorda la capacità del nostro cinema di esplorare anche altri lidi.
  • Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli, una commedia all’italiana con un indimenticabile Ugo Tognazzi.
  • Ti ho sposato per allegria di Luciano Salce, che ci regala un’emozionante Monica Vitti in un film che, grazie al restauro, vedremo finalmente in una versione integrale con due sequenze reintegrate dopo essere state tagliate dalla censura.

Da Hollywood al mondo

Il viaggio continua oltreoceano, dove troviamo una selezione che esplora il cuore del cinema americano:

  • Quel treno per Yuma di Delmer Daves, un western che non ha bisogno di presentazioni.
  • Il marchio del rinnegato, un’insolita e affascinante declinazione musicale del western.
  • Il delinquente delicato, una delle commedie più divertenti e meno note del genio Jerry Lewis.
  • Amaro destino di Joseph L. Mankiewicz, un film da riscoprire con un grande Edward G. Robinson.

Ma non finisce qui. Un’importante co-produzione tra USA e UK ci regala Lolita, il capolavoro di Stanley Kubrick tratto dall’omonimo romanzo, che scandalizzò all’epoca della sua uscita.


L’Europa e i suoi capolavori

Il vecchio continente è splendidamente rappresentato con opere che spaziano nel tempo e nei registi:

  • Aniki-Bóbó, il primo film di un maestro come Manoel de Oliveira.
  • Destino cieco di Krzysztof Kieślowski, un formidabile preludio al celeberrimo “Decalogo”.
  • Matador, un film che segna gli esordi sfacciati e inconfondibili del giovane Pedro Almodóvar.
  • Il porto delle nebbie di Marcel Carné, un capolavoro premiato alla Mostra del 1938, con l’iconica coppia Jean Gabin e Michèle Morgan.

Uno sguardo all’Oriente

Infine, l’Estremo Oriente offre una prospettiva unica e affascinante sul cinema mondiale:

  • Bashu, il piccolo straniero, un film iraniano amatissimo dal suo pubblico.
  • Due ettari di terra, un capolavoro indiano degli anni ’50 di Bimal Roy, con una forte ispirazione neorealista.
  • La chiave di Kon Ichikawa, un torbido e morboso film giapponese.
  • Kwaidan di Masaki Kobayashi, un’opera sontuosa che verrà presentata in una versione integrale inedita.
  • Vive l’amour di Tsai Ming-liang, l’ultimo film in selezione, che conquistò il Leone d’Oro nel lontano 1994.

A valutare questi gioielli sarà una Giuria di 24 studenti di cinema, presieduta dal regista Tommaso Santambrogio, che assegnerà il premio per il miglior film restaurato e per il miglior documentario sul cinema.

Quali di questi capolavori non vedete l’ora di rivedere sul grande schermo? Fatecelo sapere nei commenti!

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