Al Teatro Rossetti di Trieste in scena in questi giorni Bisbetica – La bisbetica domata di William Shakespeare messa alla prova, una versione molto pop del capolavoro del drammaturgo inglese.

Se della Bisbetica avete memoria dell’indimenticabile film di Zeffirelli interpretato da Elisabeth Taylor ed il marito Richard Burton azzerate tutto, per non parlare poi dei bisbetici Adriano Celentano e Ornella Muti nel film di Castellano e Pipolo.

Il pubblico deve sapere che la Bisbetica è teatro nel teatro

La bisbetica
Nancy Brilli

Nella messa in scena dalla regista Cristina Pezzoli con la collaborazione per la traduzione e l’adattamento di Stefania Bertola: abbiamo la sostituzione del prologo dell’ubriacone Sly con il ricorso al metateatro. Si apre una scena con gli attori, privati del loro regista per un incidente, che attendono Caterina (Nancy Brilly) , la quale si troverà a sostituire il capocomico, al fine di trovare una soluzione a quindici giorni dal debutto. Il compito sarà reso ancora più arduo dal fatto che saranno solo nove gli attori a dover confrontarsi con i trentaquattro personaggi motivo per il quale anche la sarta Teresa (Anna Vinci) viene promossa attrice.

Probabilmente Shakespeare stesso avrebbe apprezzato il tentativo di non attenersi strettamente al testo bensì di osare e di carpirne l’essenza ovvero non in chiave maschilista dove la donna viene sottomessa a qualsiasi volontà dell’uomo, ma proprio nella rivalutazione del ruolo della donna. Ma, come afferma la stessa regista:

Non mi interessava fare un allestimento femminista, trasformando Caterina in una specie di eroina martire vittima di un Petruccio mostruoso che la riduce all’obbedienza attraverso l’esercizio crudele e ottuso della violenza.

E quindi assistiamo ad uno spettacolo di prosa con intermezzi musicali, proprio per conferirgli un linguaggio più moderno: passiamo dal tango al rap, dai Queen a Jesus Christ Superstar.

Non una novità assoluta in verità poiché già nel 1949 in un musical (Kiss Me Kate) si immaginava una compagnia teatrale alle prese con la messa in scena della Bisbetica.

La bisbetica
Le nozze

La regia della Pezzoli fa si che il rischio di centralizzare troppo lo spettacolo sull’immagine di Nancy Brilli, e tutto il suo appeal mediatico, man mano va scemando lasciando ampio spazio alla coralità degli attori tra cui spicca, anche se in un ruolo minore, Gianluigi Igi Meggiorin nel ruolo di Grumio. Forse avremmo fatto a meno dell’ingresso dalla platea della protagonista inseguita dall’occhio di bue, o del tango che sembrava essere tratto da una puntata di Ballando sotto le stelle, ma nell’insieme uno spettacolo che piacerà al pubblico meno pretenzioso.

Gli altri interpreti sono Matteo Cremon (Petruccio), Federico Pacifici (Gremio), Gennaro Di Biase (Ortensio), Dario Merlini (Tranio), Brenda Lodigiani (Bianca), Stefano Annoni (Lucenzio) e Valerio Santoro (dr. Jolly). Scene di Giacomo Andrico, Costumi di Nicoletta Ercole.

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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