la fortuna non telefona!…bussa alla porta” – una cosa a tre

Commedia leggera e divertente che porta la firma alla regia del grande Pietro De Silva e la sceneggiatura liberamente ispirata a Andy e Norman di Neil Simon rivisitata dal giovanissimo Gianni Quinto.

Tre ragazzi alle prese con il decidere cosa fare da grandi e soprattutto “ decidere di diventare grandi”.

Francesca (Alina Avagliano) condivide il piccolissimo appartamento con l’amica del cuore Giorgia (Donatella Barbagallo).

Sogni nel cassetto? Far nascere il loro Giornale di Quartiere e magari riuscire pure a pagare l’affitto…ogni tanto! E se alla porta bussasse anche la fortuna non sarebbe male…solo che invece della fortuna alla loro porta bussa …lui …“ il vicino di casa” ( divertentissimo Daniele Antonini).

Francesca: la più “saggia” dei tre, la razionale, l’editore del sogno che condivide con Giorgia.

GiorgiaGiorgia: l’artista, la scanzonata, alla ricerca del principe azzurro, la fatalista…( Very hard to be me si legge a grandi lettere sulla sua maglietta )

“ Il vicino di casa”: probabilmente la figura più esilarante di tutta la commedia. Sedicente fotomodello, in realtà è uno squattrinatissimo bel ragazzo alla ricerca dei soldi facili, della notorietà a tutti i costi, anche quella “usa e getta”, con una passione per..i congiuntivi! Li sbaglia tutti!

Si può ricevere una confezione di taralli e innamorarsi perdutamente? Giorgia riesce a farlo e le basta un sguardo del bel vicino per perdere completamente quel minimo di lucidità che le rimane.

Molto carina la metafora dell’innamoramento: è amore o “amore per il desiderio di essere amata?”

Gag divertenti, battute veloci, giochi di luce molto accattivanti sono gli ingredienti di questa piacevole commedia dedicata al “tradimento a tre”. Tradimento delle proprie convinzioni, tradimento per opportunismo, tradimento per necessità. Tutto letto in chiave ironica, mai volgare. Ma specchio delle inquietudini presenti nella vita dei ragazzi di oggi dove si intrecciano sogni, speranze, illusioni e vince però l’amicizia con la A maiuscola ( finché dura chiaramente! ) . Perché in questa società che consuma tutto velocemente anche i rapporti umani a volte rimangono schiacciati.

Non c’è un vero finale in questa commedia. Ci saluta il vicino di casa e risuona il campanello delle due amiche..perché la vita è così: un continuo cambio di scena.

Curata la scelta delle musiche, che come ci spiegherà poi il regista, sono parte sempre molto importante dei suoi lavori.

Semplicissimo l’allestimento scenico: un tavolo, un divano, un attaccapanni e poi…er fontanone!

Perché non bisogna dimenticare che la messa in scena ha avuto luogo nella meravigliosa cornice naturale del Fontanone che ieri 4 luglio festeggiava un compleanno speciale : ben quattrocento anni.

La Fontana dell’Acqua Paola rappresenta per i romani e non, un luogo d’atmosfera, finestra privilegiata  su tutta Roma.

Arrivata alla diciassettesima edizione, la manifestazione FontanonEstate è anche un modo per riscoprire questo gioiello barocco.

Piacevole l’introduzione alla serata infatti che ci ha regalato qualche ripasso sull’importanza della Fontana per i trasteverini e che ogni sera regalerà al pubblico che interverrà altri particolari sul monumento.

Come quello che scrisse ad esempio il buon Pasquino:

il miracolo è fatto, o Padre santo /Con l’acqua vostra, che vi piace tanto /Ma sarebbe il portento assai più lieto /Se l’acqua la cangiaste in vin d’Orvieto

 Giudizio Complessivo : fresco e simpatico esempio di commedia degli equivoci

Lasciamo le conclusioni della serata alle parole  di Pietro De Silva

Pietro, una tua impressione al termine della serata.

Spettacolo che nasce per uno spazio chiuso, mentre per uno spazio aperto bisogna chiaramente adattarlo tecnicamente e c’è una scenografia naturale qua al Fontanone che è straordinaria, che regala uno sprint particolare. Chiaramente ci sono i pro e i contro . Perché ci sono i rumori delle macchine e altro…siamo molto contenti però, perché c’è stato, soprattutto nel momento centrale dello spettacolo una risposta molto partecipata del pubblico.

Si possono avere un testo buono e degli attori ottimi, una regia perfetta, però magari, per un intoppo non tutto fila liscio..è una questione di magia, di alchimia. Gli spettacoli sono fatti così. Di mio per questo spettacolo  mi sono inventato molte gag e  situazioni.

Mi piace molto condire con situazioni musicali, di atmosfera. Sono cose che ho scovato e cercato.

 Cosa stai preparando attualmente?

Come regia nulla, solo come attore. Uno spettacolo al Parioli, e poi una commedia con la regia di Contorti al Teatro Roma e al San Babila di Milano e una fiction per Rai Uno a settembre come attore con Michele Placido. Ogni tanto mi diverto a fare regia ed a volte scrivere i testi!

In questo caso , quello di questa sera, parliamo del testo di un giovanissimo Gianni Quinto.

La regia è bella perché l’adrenalina che c’ha un attore che va in scena è una cosa fantastica. Ogni giorno è una prima.

Amo molto anche scrivere!

Feci una rassegna da ‘90 al 2003 al Teatro dell’ Orologio che si chiamava Festival dei Nuovi Tragici e per 10 anni ho scritto 63 monologhi che hanno interpretato ottanta attori   fra cui Enrico Brignano, Flavio Insinna,  Paola Cortellesi, Neri Marcorè, Francesco Pannofino e tanti tanti attori bravissimi.

Sarò a breve in Sicilia e a Napoli con una mia commedia estiva  “L’alba del terzo millennio”. Un lavoro tragicomico.. . sono sempre in attività!

 Il teatro è…

Puoi dire quello che vuoi però puoi essere l’attore più sconosciuto della terra ma le emozioni che ti arrivano da una platea  sono fantastiche. Bisogna perseguire la qualità non la quantità. Bisogna essere molto rigorosi. Questo è un mestiere che se fatto male ti invecchia di cento anni…la mia salvezza è che nell’anima, nella vita non sono per niente attore e se vivi così vivi meglio e invecchi meno!

Alcune immagini dello spettacolo

(Foto a cura di Giovanna Onofri)

Una cosa a tre

Una cosa a tre al FontanonEstate

Una cosa a tre al FontanonEstate
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