DA LUNEDÌ 27 A MERCOLEDÌ 29 GIUGNO AL VARCO – PIGNETO DI ROMA, DALLE ORE 19:30 ALLE ORE 24:00, “UNA GIORNATA IN WOLF HOUSE”, REPORTAGE FOTOGRAFICO DELL’ARTISTA BARBARA FRASCÀ.

L’abbiamo incontrata e ci abbiamo fatto quattro chiacchiere per approfondire e conoscere meglio il suo progetto fotografico

 

Perché una mostra fotografica sul surf e come hai conosciuto Camilla e Alessandro?

Una giornata in Wolf House non è una mostra sul surf. È una mostra sulla capacità di cercare il proprio io, sulla capacità di mettersi in gioco per adottare lo stile di vita che si desidera realmente. E Camilla ci è riuscita facendo nascere insieme ad Alessandro, la Wolf House. Li ho conosciuti tramite Filippo e Gioia, i miei due insegnanti di surf, che hanno organizzato il loro primo surf-camp della Banzai Sup School, proprio alla Wolf House di Loredo.

Perché hai scelto una percorso multimediale per esporre le fotografie che compongono la mostra?

La mostra multimediale, con un’azione teatrale iniziale, fotografie, video e intervista, come in una dimensione onirica ti fa vivere diversi passaggi ed esperienze fino ad arrivare al risveglio. Ad una nuova consapevolezza delle proprie capacità, di ciò che siamo, di ciò che desideriamo. La multimedialità arricchisce il percorso della mostra e quindi le varie fasi che accompagnano il visitatore. Un percorso che inizia con uno spazio vuoto, quel silenzio interiore in cui ricerchiamo la nostra vera essenza e che Camilla ha scoperto per sé. Prosegue con le foto che narrano una giornata tipo al’interno della Wolf House, intorno a cui ruota lo stile di vita che Camilla ha scelto consapevolmente. Il video ci fa ascoltare in loop il suono dell’oceano come un mantra interno che ci rilassa. E l’intervista dà voce a ciò che gli scatti non sono riusciti ad immortalare. La mostra risucchia la nostra mente, impone al nostro pensiero di riflettere sulla società in cui viviamo così famelica di potere e denaro, che deturpa il nostro tempo facendo sì che questo ruoti principalmente intorno al lavoro, privandoci del contatto con i nostri spazi liberi, vitali, di comprensione del proprio sé e del mondo in cui viviamo.

Puoi spiegarci meglio il concetto di “onda sinusoidale” tracciato dalle fotografie esposte in mostra?

Le 46 fotografie, esposte in mostra, formano un’onda sinusoidale. Secondo il teorema di Fourier, ogni onda può essere scritta come sommatoria (eventualmente infinita) di semplici onde armoniche. Una mostra dove la natura si concilia con l’uomo, dove trapela la quiete, la pace interiore, l’armonia di uno stile di vita lontano dal frastuono delle nostre città e lontano da quel modus vivendi dato culturalmente e che noi perpetriamo quasi inconsapevolmente. Le fotografie sono un reportage su una giornata tipo di Camilla. Una giornata che si ripete, come tante altre, ma il cui stile non è stato assunto perché già dato, piuttosto è stato scelto grazie ad una profonda consapevolezza di sé. L’allestimento fotografico rappresenta, quindi, la sommatoria (eventualmente infinita) di semplici giornate armoniche. In armonia con ciò che sognava e che ora vive.

Infine, lo yoga (YogAyur – Naturale Benessere è uno degli sponsor della mostra che il 28 ed il 29 Giugno dalle 18.30 alle 19.30, ne farà sperimentare le virtù e i benefici). Puoi spiegarci perché questo accostamento?

Il surf non è solo uno sport. E’ molto di più. E’ una continua ricerca di equilibrio tra il proprio io e la natura circostante. Molti surfisti praticano lo yoga. Grazie alla pratica si possono superare diverse sfide fisiche e mentali. E’ importante la ricerca dell’equilibrio sia fisico che interiore. Con lo yoga e la meditazione si trova l’armonia con sè stessi e con l’onda

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