Ha debuttato ieri al Teatro Miela- Bonawentura di Trieste, all’interno della rassegna S/Paesati, “Una splendida giornata…da clandestino”.

Lo spettacolo prende il via dal reportage a cura di Gianpaolo Sarti apparso sul quotidiano di Trieste “Il Piccolo”, che collabora anche nella realizzazione dello stesso.

Collaborazione tra Teatro e quotidiano di cui il direttore D’Antona si è detto molto orgoglioso anche ieri sera durante l’introduzione dello spettacolo.

L’introduzione a cura appunto del Direttore de Il Piccolo, il Presidente del Teatro Miela Milos Budin, la regista dello spettacolo Sabrina Morena e il giornalista Sarti.

Francesco, Fabrizio o Anton?

Dopo un inizio a metà tra sogno e realtà, necessario per comprendere la scelta di affidarsi a un reportage, il racconto ha inizio.

Una splendida giornata da clandestino, Teatro Miela - Trieste © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2018
Francesco Godina © Fabrizio Caperchi Photography / La Nouvelle Vague Magazine 2018

Ai fatti e al racconto della giornata vissuta da Sarti fanno da contraltare le emozioni personali del giornalista Fabrizio, portato in scena da Francesco Godina.

Godina, che vive una delle sue prime esperienze teatrali “in solo” se non la prima alle prese con un monologo, porta a casa in modo egregio il risultato.

Si può dire, anche dagli applausi finali che son continuati per parecchi minuti, che la prova di monologo è stata brillantemente superata.

Fabrizio (protagonista del reportage) diventa Anton, migrante appartenente a una minoranza turca cristiana in Moldavia.

Dal momento in cui appare il suo alter-ego Fabrizio vive una giornata da migrante in tutte le sue fasi: i pasti, la preghiera e tutto il resto.

I have a dream

A rendere la realtà complessa della migrazione contribuiscono anche le videoproiezioni con protagonista Zabiullah Ahmadi e il contributo apportato dalle fotografie scattate dai professionisti del Piccolo che mostrano il Silos, l’edificio vicino alla stazione centrale dove di notte si accampano i migranti senza dimora.

la città fantasma o meglio la città nascosta della città

Se le fotografie aiutano a “entrare” letteralmente nei luoghi, ad Ahmadi è affidato il racconto difficile delle dinamiche riguardanti il poter rimanere nel paese che ti ha accolto nonché il sogno che accompagna tutti i migranti.

I have a dream

che i miei 4 figli non siano giudicati per la provenienza o il colore della pelle ma per le caratteristiche della loro personalità

“Una splendida giornata…” alias il giornalismo fatto sul campo.

Quel giornalismo di chi usa il travestimento per poter entrare in una situazione e raccontarne le dinamiche più vere.

In questo caso raccontare, dopo averlo visto coi i propri occhi, l’accoglienza di uno straniero tra gli stranieri.

Ma non solo. Oltre a ciò, si va a indagare anche la reazione esterna al fenomeno delle migrazioni.

Se da una parte troviamo l’accoglienza letteralmente “ad occhi chiusi” non sapendo letteralmente niente della persona che si ha di fronte se non il nome, dall’altra troviamo diffidenza, pregiudizi che sarebbe bello questo spettacolo aiutasse a scardinare un po’

Lo spettacolo andrà in scena anche stasera 6 Dicembre alle ore 20.30, dopo una replica in mattinata dedicata alle scuole

Questo spettacolo parla anche di questo, di democrazia. spero il pubblico sia numeroso a questo e a tutti gli altri eventi di Spaesati, per poter accogliere tutti i colori di una realtà che è qui, adesso

Una splendida giornata da clandestino – Foto di Fabrizio Caperchi

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Quasi trentenne triestina, laureanda in scienze dell’educazione col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze Appassionata di teatro e soprattutto di musical; di cinema, danza, musica e divoratrice di libri, insomma di qualsiasi forma d’arte
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