Il Teatro Miela di Trieste lancia la sua stagione 2025/2026 sotto l’emblematica insegna “Uno spazio per immaginare”. Questa visione non è solo un tema, ma la cifra stilistica di una programmazione che si conferma interdisciplinare, polivalente e accessibile, mirando a trasformare il teatro in un vero e proprio “hub di comunità” sempre aperto al dialogo e alla partecipazione.
La proposta, curata dall’esperienza dell’ensemble storico Bonawentura e dalle nuove sensibilità artistiche, spazia tra teatro, musica, cinema e arte, offrendo uno sguardo attento alla sperimentazione e al pensiero critico.
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Performance e linguaggi del corpo
La rassegna Miela Danza apre la stagione il 14 ottobre con nomi di spicco della scena contemporanea:
- Kataklò in Seasons – Oltre le Stagioni: La celebre compagnia, pioniera dell’athletic theatre in Italia, inaugura la stagione con un viaggio coreografico sui cicli della vita.
- AiEP (Ariella Vidach): La compagnia riconosciuta per la ricerca sui linguaggi tecnologici applicati alla danza, presenta Hope, accompagnato da un’installazione in realtà virtuale (Citizen) e un laboratorio per la cittadinanza.
- Compagnia Arearea: Presenta i lavori Locus solus e Due tentativi al secondo, espressioni vitali della coreutica italiana.
Comicità, satira e stand-up: il Miela fa ridere (e pensare)
Il Miela rafforza la sua storica attenzione per la comicità, dai format classici alle nuove tendenze.
- Aurora Leone (The Jackal): La popolare comica e membro del collettivo “The Jackal” è attesa il 27 novembre con il suo stand-up show Tutto scontato.
- Pupkin Kabarett: Lo storico format di cabaret, curato da Alessandro Mizzi, riparte il 10 novembre con i suoi nuovi appuntamenti.
- Comicità Contemporanea: Spazio a format innovativi come Non è uno show – Odissea 2526 di Omar Makhloufi e Laura Bussani, e alle serate di stand-up del collettivo triestino Betaverso, punto di riferimento per il pubblico giovane.
- Luigi Orsini: Torna a grande richiesta con Topolini (9 e 10 ottobre) e l’inedito Tutto ha un prezzo (11-12 novembre).
Impegno sociale e nuove drammaturgie
La programmazione mantiene un forte legame con il territorio e con temi di attualità cruciale, spesso attraverso linguaggi inediti:
- Protagoniste (Rassegna Donne): A gennaio torna la rassegna curata da Massimo Navone, dedicata alle artiste donne. Tra le produzioni di punta c’è Babe The Show di Sara Pennacchi, omaggio alle donne di Trieste, seguito da un coro di voci femminili tra cui Marta Cuscunà con Sorry boys e Sofija Zobina con Io amo Italia.
- S/paesati (Migrazioni e Confini): La rassegna dedicata ai temi delle migrazioni e dei confini rinnova la sinergia con il Premio Luchetta e propone quattro spettacoli (tra cui Pazi Snjper e A come Srebrenica) dal 18 al 21 novembre.
- Nuove Scritture: La rassegna porta in scena drammaturgie inedite, come Che ne sarà di noi della compagnia Artifragili, e progetti originali come Un uomo che dorme (tratto da Georges Perec) nel Ridottino, un’esperienza sensoriale interamente uditiva.
- Omaggio a Pasolini: La stagione musicale di Miela Music-Live (curata da Fabrizio Comel) include i Tre Allegri Ragazzi Morti con Pasolini, concerto disegnato, un appuntamento che si intreccia alla rassegna che il teatro dedica al poeta friulano a cinquant’anni dalla morte.
Incontri e formazione: il Miela come terzo luogo
Il Miela si conferma come “Terzo luogo”, un contesto di incontro e approfondimento:
- Pequod – itinerari di letteratura e giornalismo: La rassegna curata da Enzo D’Antona inaugura il 16 ottobre con il reading Il segreto di Lenin di Ezio Mauro, indagando temi di attualità politica e informativa.
- Laboratori: L’offerta formativa spazia dalla clownerie (con Teresa Bruno) alla danza contemporanea (con Ariella Vidach), dalla scrittura teatrale alla “linguaggiofonia”, offrendo occasioni di pratica diretta e avvicinamento ai linguaggi espressivi.
- Miela Bimbi: Confermati i 14 matinée domenicali curati da La Luna al Guinzaglio per i più piccoli.
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