Valentina Cortese ne “L’Amore” di Giovanni Testori

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Nell’ambito dei festeggiamenti per l’Omaggio milanese a Valentina Cortese, poche sere fa la grande diva si è esibita al Teatro San Babila, che l’ha vista recitare per la prima volta sul proprio palcoscenico, dopo aver incantato tre generazioni di spettatori. In una serata di grande magia ha declamato, con il suo stile inconfondibile, brani dello scrittore Giovanni Testori e più precisamente “L’Amore”, con la regia di Fabio Battistini e l’accompagnamento misurato e musicale di Marcella Moretti al violoncello ed Elena Zuccotti all’arpa con il coordinamento di Antonio Zanoletti.

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Testori aveva già scritto nel lontano 1969, un testo dal titolo “L’Erodiade” appositamente per Valentina Cortese. “L’Amore” raccoglie un’antologia di cento poesie scritte tra il 1966 e il 1967 e i versi di Testori sono totalmente calati in un privato esclusivo, in un amore per Alain, il ragazzo a cui i versi sono dedicati, raccontando un itinerario interiore e introspettivo.

Valentina Cortese non è nuova alla poesia, e la serata ha seguito un percorso sul filo della memoria con un supporto musicale dove la sua voce di velluto ha mandato in estasi il suo pubblico che l’ha sempre adorata e amata, presenti in platea anche Carla Fracci e Rosalina Neri.

Alla bellezza di novant’anni, la divina Cortese è apparsa in scena avvolta da un sofisticato ed elegante abito bianco e nero e l’immancabile foulard che ha contraddistinto ancora il suo stile unico e inarrivabile.

L’Amore di Testori è un cammino verso l’elevazione spirituale, c’è l’amore, nel senso carnale, con la passione, con quel sentimento che lega due persone che si incontrano; quindi l’amicizia, l’affetto, l’amore vero e proprio. La sua parola è sempre alta, ma sempre semplice, comprensibile, una colata lavica di belle emozioni dove trionfa il prestigio drammaturgico, poetico e letterario. Tra i versi più celebri interpretati, quelli della lirica numero LXX dedicati al suo segreto amore: “Ti chiedo, amore, / di tenermi compagnia / anche quando ti sembrerà / di non potermi più vedere / né parlare. / Vieni, mia luce, / tu, tenerissima e dorata; / fermati qualche volta / là dove sarò / o dove insieme a lungo / felici siamo stati”.

Naturalmente la serata, oltre alla bellezza dei versi di Testori, è stata magicamente rapita dal glamour e dalla drammaturgia di una delle più grandi attrici del panorama internazionale, icona dell’orizzonte teatrale e cinematografico, musa per eccellenza di Giorgio Strehler e anima del Piccolo Teatro di Milano. Valentina ha legato il suo nome ad altri registi di fama e prestigio come Rossellini, Truffaut, Antonioni, Visconti, Chéreau e Zeffirelli. Al Teatro San Babila è apparsa inossidabile, da grande attrice qual è, ha offerto suggestioni pure e dispensato un interpretazione di alto spessore, direi memorabile. Il suono dell’arpa e del violoncello hanno accompagnato le parole di Testori, infondendo alla serata un sottofondo discreto per un evento unico nel panorama teatrale odierno.

Valentina Cortese emozionando ha fatto vibrare la sua voce forte che racchiude tutta la maestrìa della grande interprete, a coronamento di una memorabile carriera.

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