Lo spettacolo, prodotto dalla compagnia piemontese 9430 (il numero di riconoscimento di Valjean in prigione), è un musical “off broadway”, ossia un musical fatto da una compagnia ridotta, a basso budget, senza fasti né orpelli.

La compagnia lo sta portando in giro per l’Italia da un paio di anni. Ed è fresca di nomination come miglior spettacolo “off” agli ultimi Musical Awards, svoltosi due settimane fa.

Sul palco i sei attori, accompagnati nel canto dal solo pianoforte suonato dal maestro Sandro Cuccuni (autore delle stesse musiche), danno vita a (quasi) tutti i personaggi del dramma di Victor Hugo durante le quasi due ore di spettacolo, senza interruzione.

Si apre con Valjean in fuga con la figliastra Cosette. I due arrivano a Montreuil-sur-mere, dove tempo addietro Valjean si era stabilito sotto il nome di Monsieur Madeleine, aveva fondato un’azienda di filati (di bigiotteria nel libro) dando lavoro e prosperità a quel paesino.

Qui inizia il racconto che Valjean fa a Cosette e fino ad un certo punto resta piuttosto fedele al racconto di Hugo. Resta fedele fino alla seconda entrata in scena dell’ispettore Javert (che lo perseguirà per quasi tutta la vita). Si perché poi lo spettacolo, scritto da Fulvio Crivello (che ne cura anche la regia) e Fabrizio Rizzolo (che interpreta il protagonista) si concede diverse libertà dal testo originale. Tra Madeleine/Valjean e Fantine, l’operaia che lavora nella sua fabbrica, nasce l’amore tanto da diventare marito e moglie;  la decadenza di Fantine viene qui raccontata come in seguito all’arresto del marito che riesce a correre al suo  capezzale, dove, muore malata di tisi e rivela a Valjean dove hanno portato la figlia (che appare precedentemente nella culla).

Non viene raccontato nulla della liberazione di Cosette dalla locanda, né del perché per anni i due si stabiliranno in un convento. Lo spettacolo va avanti con l’arrivo  nell’attuale rifugio dei due (proprio la vecchia fabbrica di Valjean) di Marius e del suo gruppo di rivoluzionari che alzano proprio li le barricate (quindi niente Parigi).

Ovviamente Cosette e Marius si innamorano e Valjean, per salvarli, verrà fucilato al posto di Marius.

“Valjean” è quindi molto più che “liberamente ispirato a…”, è proprio un’altra storia. E’ si ben recitata dai sei attori, oltre al già citato Rizzolo, bravissima  Susi Amerio nel triplice ruolo di Fantine, Gavroche e la perpetua del vescovo e meno convicente Isabella Tabarini nel ruolo di Cosette, ma è un’altra storia.

Le musiche sono appropriate al testo, ne riprendono la molta drammaticità e alcuni momenti più leggeri (divertente il duetto tra la perpetua e il Vescovo Monsignor Myriel (Giorgio Menicacci), ma a volte appaiono un pochino tediose, seppur ben cantate e ben interpretate fedeli o meno al testo del grande scrittore francese e alle sue versioni musicali o cinematografiche, nel complesso lo spettacolo risulta gradevole, coraggioso.

Prossima replica il 21 e 22 febbraio al Teatro Giuditta Pasta di Saronno.

Valjean il musical

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