Tocca ad Anna Viganò, in arte Verano, aprire la terza edizione del Lunatico Festival accolto anche quest’anno nella cornice del Parco di San Giovanni a Trieste.

La location è perfetta per un festival come il Lunatico che vuole essere un luogo di apertura al mondo tant’è che viene fatto nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste datato 1908 ma è negli anni Settanta che il Parco diventa il luogo dell’innovazione e del cambiamento: è qui, infatti, che si realizza una rivoluzione di portata internazionale nel campo della psichiatria, grazie a Franco Basaglia e ai suoi collaboratori. L’ospedale e il Parco si aprono alla città: i malati sono liberi di uscire e i cittadini di entrare.

Ed ecco quindi la terza edizione del Lunatico Festival, con il suo ricchissimo cartellone che spazia dalla musica, alla letteratura, dal teatro di prosa al cabaret e  quindi l’occasione è ottima per Verano per presentare il suo primo e nuovissimo EP, uscito appena un mese fa prodotto dalla Garrincha Dischi.

Fatto tesoro dell’esperienza in gruppo con Intercity e L’Officina della Camomilla, Anna Viganò dà il via con questo EP, alla sua carriera da solista. Le sonorità sono morbide bagnate nell’elettronica e nel pop. La voce di Verano è ammaliante e ci consente di tuffarci nei meandri abbastanza intimistici dei suoi testi

Ad accompagnare Anna Viganò sul palco ci sono Riccardo Della Casa (Wemen), Gaetano Polignano e Ilaria Baia Curioni (entrambi già con L’Officina della Camomilla)

Le immagini del concerto

 

 

 

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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