Il nostro diario di viaggio su Cuba ha messo insieme aspetti storici che spiegano il contesto politico dell’isola; Cuba raccontata dai cubani, alcuni consigli pratici per godersi la vacanza e qui invece vi raccontiamo le città che abbiamo visto e come abbiamo strutturato il viaggio.

La prima cosa che abbiamo fatto è stato fissare la mappa di Cuba, ragionando su quanto tempo ci sarebbe servito per percorrerla da sud a nord. Seconda cosa è stato mettere nero su bianco il budget a disposizione, comprendendo biglietti aerei, spostamenti interni e pernotti. Il cibo lo abbiamo potuto calcolare solo per grandi linee.

Budget

Biglietti, da Venezia per Habana acquistati su Lol Travel, passando da Skyscanner, circa 450,00 euro a persona compresa assicurazione volo e assistenza sanitaria. (l’assicurazione sanitaria è obbligatoria per tutti quelli che si recano a Cuba).

Attraverso un’agenzia web abbiamo richiesto i visti (tarjeta turistica) per Cuba. Ce li hanno spediti a casa per 25,00 euro a persona.

Volo intercontinentale, volo interno Habana-Santiago, visto, assicurazione sanitaria, permanenza in 10 città, per 18 giorni, mangiare, dormire, spostamenti e spese accessorie per un totale di circa 800,00 a testa.

Cuba

Turisticamente parlando

Cuba è un Paese che ha ben chiaro il suo ruolo di paradiso terrestre per i turisti in fuga dal caos capitalistico all’occidentale. Così chiaro che a tratti sembra aver trasformato in un parco a tema alcune delle sue cittadine più o meno note, per concorrere ad alimentare quella narrazione di cubanità che, in qualche modo, il turista si aspetta di trovare.

Santiago de Cuba

Santiago si trova a sud est e ed abbracciata dalla Sierra Maestra, una catena montuosa dalla vegetazione lussureggiante davvero spettacolare. Per raggiungere Santiago dall’Avana abbiamo optato per un volo interno di sola andata, pagato poco più di 100,00 euro. È la città da cui la Revolucion ebbe inizio. Ci ha studiato Fidel ed è anche la città dove si trova il cimitero di Santa Ifigenia, dove riposa sia Josè Martì (eroe della rivoluzione del 1889) che Fidel Castro venuto a mancare nel novembre del 2016. Qui ha sede il Museo della Lotta Clandestina, è inutile sottolineare che più che per scopo informativo, esiste per ragioni propagandistiche, ma ne vale la pena.

Trinidad

Trinidad si trova a ovest nella parte centrale dell’isola, nella provincia di Sancti Spiritus. Qui è un tripudio di turisti. Per strada si sente parlare inglese, francese e tedesco.

I mercatini propongono un artigianato in serie made in China che manco il mercatino della Befana di Roma degli ultimi 10 anni mette insieme tanta paccottiglia. Il mojito costa di più, mangiare costa di più e anche dormire costa di più che in qualsiasi altra città, eccezion fatta per  Varadero.

Qui i locali si siedono sullo scalino per strada mettendosi letteralmente in posa, oppure parcheggiano in bella mostra una cadillac tirata a lucido, appena il turista scatta la foto, zac! Ecco che partono le richieste di denaro, oppure una maglietta oppure una boccetta di sapone…

Di Trinidad vale certamente la pena godersi il mare, nella vicina Playa Ancon, e i colori della città al tramonto…voi e altri mille mila turisti.

Varadero

VARADERO ES EN CUBA, MA NO ES CUBA

Varadero è a Cuba, ma non è Cuba. Queste le parole di un nostro amico che abbiamo conosciuto a Cinfuegos. È proprio così. Il mare è bellissimo, la spiaggia pessima e sporca. Sono 20 km di alberghi all inclusive, per cui non c’è neppure quell’idea di esclusività da Costa Azzurra per cui valga la pena di starci più di una notte.

Varadero
Varadero

A conservare un carattere autentico, forse perché poco toccate dal turismo ci sono sembrate Camaguey e Cinfuegos.

Camaguey è una città situata nella parte centro orientale. Immersa nelle campagne subito dopo la provincia di Holguin, ha un modo di essere tutto suo. Composta e silenziosa è piena di stradine labirintiche. Il paesaggio intorno è animato dalla vita rurale dei locali. Le persone con cui abbiamo avuto a che fare erano espressione di un popolo molto laborioso, e dotati di uno spiccato senso di problem solving davvero impressionante.

Cinfuegos

Cinfuegos è una cittadina affacciata su una baia con il  malecon (lungo mare) più bello di quello dell’Avana, sembra incredibile. Piccola e accogliente sembra quasi sonnecchiare rispetto alla vicina e rumorosa Trinidad. Fatta di edifici coloniali è un piccolo gioiello preservato dall’invasione turistica. Cinfuegos è pulitissima: le strade sono asfaltate e ci sono i tombini per far defluire l’acqua, che non è solo piovana (ndr). (sembrerebbe scontato, ma non è assolutamente così).

In ultima c’è Habana. È stata la nostra Alfa e la nostra Omega. Da qui eravamo partiti e qui siamo ritornati. Una città davvero piena di contraddizioni: malinconica e felice; fiera e stanca. Una cosa da tenere presente è che si tratta di una città grande e i quartieri tra di loro differiscono molto.

Avana Centrale è un quartiere “povero”, parliamo di gente senza corrente elettrica perchè occupa abusivamente case abbandonate e fatiscenti. Di case senza servizi igienici. Nonostante questo i ragazzini giocano per strada, ed ecco che qualsiasi cosa presa a calci, diventa un pallone e basta essere in due per formare due squadre. E parlando di contraddizioni qui si trova uno dei paladar (ristoranti gestiti da locali) più “prestigiosi” dell’Avana La Guarida, uno dei preferiti da Al Pacino, pare.

Al Pacino non l’abbiamo visto, ma in compenso abbiamo assistito ad una rappresentazione plastica dei peracottari che diventiamo noi italiani in vacanza in un Paese “povero”.

Da visitare è Habana Vieja che è il centro storico, pieno di turisti e paladar, vale la pena di farci un giro sia durante il giorno che la sera con i suoi mille mila localini. Senza dimenticare che qui c’è il Floridita, il posto dove hanno inventato il Daiquiri. Affronterete una folla ma ne vale la pena. (qui c’è pure una statua a grandezza naturale di Hemingway).

Un mondo a parte è il quartiere di Vedado. Più a ovest del centro storico è il quartiere benestante per eccellenza. Qui le case sono tutte di origine coloniale perché abitate dagli americani ai tempi del regime di Batista, fuggiti poi con l’ascesa di Castro. Vedado da al visitatore l’idea di trovarsi in un’altra città rispetto all’Avana. Si mostra al visitatore con un’estetica che non è solo architettonica ma il modo stesso di “stare al mondo” è differente.

Le case hanno l’acqua calda, la notevole presenza dei giovani studenti per via dell’ospedale universitario, il sorgere di piccole gallerie di artisti emergenti, i negozi di design, tutto  sembra presagire  cosa diventerà l’intera isola nel giro di poco tempo.

 

Cose da scrupolosi

-Fin dall’inizio, nella pianificazione, ci siamo aiutati usando Google Drive. Lì abbiamo segnato i numeri utili dei posti dove abbiamo dormito, le ambasciate, i servizi taxi o gli indirizzi. Ci abbiamo anche caricato copie di documenti come passaporto o biglietti e copie di prenotazione. (ricordatevi di impostare la funzione Disponibile Off Line, se no non ci fate niente)

-Siamo partiti da Venezia i primi di aprile 2018, facendo scalo ad Amsterdam. Al ritorno lo scalo lo abbiamo fatto a Parigi. L’alternativa degli scali è Toronto, se scegliete questa opzione ricordate che avrete bisogno di fare il permesso per mettere piede in suolo canadese, anche se si tratta di un semplice scalo.

-Non sappiamo cosa diventerà a breve Cuba ma al momento consigliamo di portare da casa cose che possono servire e che lì potrebbero essere introvabili: almeno una penna, farmaci per l’intestino (gli sbalzi di temperatura con gli ambienti con aria condizionata a palla, possono essere spiacevoli); disinfettanti, assorbenti, adattatore per la corrente, crema solare, cappellino per il sole. Portate un ombrello per due ragioni: sia per il sole che per la pioggia. Lasciate a casa scarpe eleganti o tacco e le cose scomode in genere. Non vi servono.

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Chi sono
General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
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