Dai ranghi dell’Esercito cinese ai teatri di tutto il mondo: la straordinaria storia del giovane militare diventato donna, mamma, ballerina e coreografa di fama internazionale

La Cina degli anni Settanta è nel pieno della rivoluzione culturale. Ed è in questa società colma di contraddizioni, in continua trasformazione, che nasce Jin Xing.

Il padre, funzionario del ministero della Guerra, lo ha destinato alla carriera militare, ma il piccolo Jin Xing ha altro in mente. Da quando a sei anni ha assistito, incantato, a uno spettacolo di balletto ha giurato a se stesso che anche lui calcherà il palcoscenico danzando sulle punte.

“Sono ebbro di gioia, esaltato dallo spettacolo, dai movimenti fluidi della ballerina. (…) Quella notte sogno che il fulmine mi trapassa e zoom! mi risveglio bambina con lunghe trecce. Da quel momento aspetto. Aspetto che qualcuno ascolti il mio desiderio e lo esaudisca”.

Con grande forza di volontà e una caparbietà senza pari Jin Xing si adegua comunque alla rigida disciplina dell’accademia militare, dove gli alunni sono sottoposti a esercitazioni sfiancanti, e contemporaneamente si dedica alla danza nel corpo di ballo dell’esercito.

Quel mondo all’apparenza così lontano dai suoi sogni si rivela però l’insospettato strumento per realizzarli. E tutte le sofferenze e le fatiche vengono ben presto premiate: per l’eccezionale bravura viene notato dalle gerarchie, diventa colonnello a quindici anni e a diciotto, dopo aver vinto un “concorso nazionale di balletto”, ottiene una borsa di studio per uno stage a New York, con il grande Murray Louis.

È come se il destino racchiuso nel suo nome – Jin Xing in mandarino significa “stella dorata” – si stesse compiendo. Ha finalmente davanti a sé la possibilità di farsi conoscere e di assaporare la libertà. Tutto ciò lo sprona, secondo i canoni del taoismo, a trovare la via, nella professione come nella vita.

Cioè a prendere coscienza della propria sessualità. Perché da sempre si sente rinchiuso in un corpo d’uomo che non gli appartiene. Nel profondo dell’animo sa di essere donna e tale vuole apparire a tutti.

A ventisei anni Jin Xing abbandona l’esercito, pronto anche a lasciarsi alle spalle le obiezioni della famiglia e ad affrontare una serie di rischiosi interventi per cambiare sesso. La sua è una metamorfosi stupefacente: come una crisalide, Jin Xing esce dal bozzolo trasformata in splendida farfalla. E realizza un altro grande sogno: farsi una famiglia e adottare dei figli.

Senza tuttavia rinunciare alla sempre più fulgida carriera: prima stella della danza in Cina, dove è anche considerata la più grande coreografa del momento, la sua fama ormai non ha confini.

Volevo diventare una ballerina (Sonzogno Editore, pagine 221, traduzione a cura di Antonella Viale, pubblicato nel 2006) è la testimonianza di un destino straordinario, la storia di una persona determinata a ottenere la libertà e a realizzare i propri sogni.

Ma è anche un’illuminante incursione nel mondo dello spettacolo – orientale e occidentale – e uno sguardo unico sulla Cina e i suoi segreti.

“Se la si è vista danzare, è impossibile dimenticarla. Perché ha un talento straordinario, e anche per un’altra ragione. La sua perfezione nasconde un segreto”.

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